
Parma
Botta Mario (progetto)
Notizie storiche: progetto e riqualificazione
Lo spazio aperto creato accanto al palazzo della Pilotta dal bombardamento del 13 maggio del 1944 e dalle successive demolizioni postbelliche prende il nome di Piazzale della Pace. Il progetto prevede la sistemazione di un’area dalle enormi potenzialità, considerando la localizzazione della stessa, all’epoca del progetto, tuttavia, sostanzialmente irrisolta nella sua definizione, determinata da eventi accidentali o interventi privi di una visione complessiva del rapporto tra vuoto urbano, centro storico, nella sua articolazione per borghi, e preesistenza architettonica storica.
Il Palazzo Ducale del Bettoli, distrutto, svolgeva storicamente il compito di mediazione tra queste parti di città.
Le proposte di una sua riedificazione, contestualmente a quella del teatro Reinach, interessano tutti gli anni Cinquanta. L’esito di un primo concorso di progettazione, vede vincente l’ipotesi di realizzare un teatro sotterraneo con corpi di fabbrica affioranti a vari livelli, integrati in una sistemazione dei percorsi di collegamento dell’area con la città. Negli anni Sessanta il PRG del 1969-1973 vincola l’intera area a verde pubblico e, nel 1973, il Comune di Parma emette il bando per un secondo concorso per la sistemazione dell’area a verde. Tra il 1975 e il 1980, il Demanio realizza un volume in calcestruzzo armato e vetro addossato al Palazzo dei Ministeri. Nel 1980 Giancarlo De Carlo presenta un progetto che punta sul mantenimento della percezione della separazione tra Pilotta e città, accentuando la condizione di “vuoto” dello spazio pubblico e di “non-finito” dei manufatti, componenti qualitative ed estetiche del complesso monumentale ed ambientale della Pilotta. Il progetto pone in contrasto i differenti linguaggi architettonici piuttosto che unificarli e, in particolare, attraverso la contrapposizione di volumi “finiti” (ad esempio il volume cilindrico dell’auditorium) accanto a quelli preesistenti, raccordati da uno spazio libero di connessione.
Il progetto di Mario Botta, che riprende l’iter di riqualificazione della piazza per lungo tempo interrotto, recupera molti di questi spunti, rinunciando all’edificazione di volumi, per ridisegnando l’area al livello del suolo, secondo cinque elementi: il “recinto”, realizzato con un doppio bordo lineare in pietra, a segnare il perimetro tra il giardino e il contesto urbano adiacente; la “vasca d’acqua”, che ricalca il sedime della chiesa di San Pietro Martire; “il monumento al partigiano”, inalterato nella sua collocazione; l’ “area verdiana” e il “cortile della Pilotta”, infine, sottolineano attraverso i percorsi nel verde, la presenza dei tracciati esistenti.
Fonte: Matteo Sintini, Ilaria Cattabriga – Mibact – Architetture del secondo '900
"3-683 5-129, 300 7-155"
Piazzale della Pace
Parma
(PR)