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001988
001988

ferro di mulo

001988
001988
Corso Umberto I, 22 – San Martino in Rio (RE)

ferro di mulo

[fèrr da móll]
Castagnoli Giacomo (maniscalco)
1906/12/06

ferro forgiatura

ferro foratura

ferro battitura

cm
6,5 (a) 8 (la) 14,5 (l)
altezza del rampone 3
sec. XX

n. 1898

Barra con curvatura centrale, prolungamenti simmetricamente piegati a metà in senso perpendicolare rispetto alla curvatura; quattro forature per parte a sezione quadrata.

Funzione: correggere la malformazione dello zoccolo del mulo

Questo particolare ferro da zoccolo equino presenta due lunghi appoggi nella parte posteriore che inclinano la parte curva e allargano la superficie d'appoggio; si tratta di un ferro specifico per piede #rampino#, adatto allo zoccolo di un mulo.I maniscalchi dovevano infatti lavorare i ferri che possedevano in forma solo abbozzata, adattandoli alle più disparate morfologie, cercando di risolvere i problemi di deambulazione degli animali e correggendo difetti fisici anche importanti. Il lavoro sul ferro (per modificarne curvature, lunghezza, spessore, per approntare eventuali scanalature e fori per chiodi) veniva svolto alternando la battitura a caldo con quella a freddo, fino ad ottenere la forma adatta. Castagnoli Avio ricorda che il padre Giacomo, esecutore del ferro in questione, utilizzava una piccola fucina a carbone. Non dimentichiamo che all'età di otto anni aveva avuto un'esperienza lavorativa presso la bottega di un fabbro del paese (Antonio Storchi), oltre che ad aver lavorato poi nella bottega del padre e del nonno, imparando da subito i segreti della lavorazione del ferro.Fonti di documentazione 3/4

Bibliografia Chiari E.
Elementi di podologia. Corso di lezioni tenute nella Scuola Militare di Mascalcìa
Torino
UTET
1920
pp. 1-2, 105-106, 117-118, 132-152

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