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001476
001476

armatura

001476
001476
Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

armatura

Giappone

Giappone

metallo

tessuto

fibra vegetale/ cotone

seta

cuoio

legno (?)

madreperla

174 (a)
larghezza: elmo 36, vita 36, maniche 68, lancia 268
sec. XIX

n. 316

Elmo in metallo e tessuto, metallo dorato; maschera paraguance in metallo; spalle in cotone imbottito; sottocorazza in seta; sottomaniche in seta; paraspalle in piastre di metallo; guanti in tessuto; paraguanti in cuoio; paragomiti in filo di metallo; corazza in metallo con bardature in cotone verde; pantaloni in tessuto; paragambe in metallo, con bardature in cotone verde, arancio e bianco; parastinchi in cuoio; scarpe in pelle. Quattro nappi pendenti a coppia dalle anche, in tessuto arancio. Lancia in legno (o metallo?), intarsi in madreperla, giunti in metallo pigmentato di rosso, punta in metallo, guaina in metallo. Molto bella, collocata su un manichino di dimensioni errate, in un display che non la valorizza. La maschera paraguance è di stupefacente raffinatezza. Sui guanti è riportato il logo clanistico del soldato.

A Ca' Marcello, a Venezia, è conservata la collezione di un principe cadetto Borbone, che vanta un'armatura simile. Il principe l'acquistò nel corso di un giro triennale attorno al mondo. Anche il Museo delle Grazie di Rimini possiede un pezzo simile.Si ignorano purtroppo le circostanze in cui Raffaele Albicini venne in possesso del proprio esemplare. Il Museo non conserva alcun documento a riguardo. Gran parte del patrimonio artistico asiatico è stato donato da viaggiatori più o meno occasionali: non è la provenienza turistica a svilire i pezzi, quanto il fatto che spesso i Musei si limitarono ad accettare la donazione, senza registrare i ricordi di viaggio dei turisti, che oggi costituirebbero un addentellato affascinante e potrebbero contestualizzare le opere più agevolmente.Il marchese Raffaele Albicini l'acquistò nel XIX secolo per amor di cosmopolita completezza nei confronti della propria collezione d'armi. I 410 pezzi della collezione vennero donati all'inizio del XX secolo dal figlio Livio Albicini al museo. L'armatura giapponese venne solertemente conservata dal Museo (con tanto di manichino dal display originario del marchese), ma mai studiata.

Bibliografia Roatti A./ Verrina S./ Rossi M. (a cura di)
Tōken – l’arte della spada giapponese
Bologna
Costa
2001

Bibliografia Numata Kenji/ Kashima Susumu
Nihon no meisöten
Tokyo
Odakyü
1967

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