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borsa

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Via Spallanzani, 1 – Reggio Emilia (RE)

borsa

cultura degli aborigeni dell'Australia Occidentale

pelle di canguro conciatura

33 (a) 25 (la)
1871 ante

n. 65

Sacca da viaggio ottenuta dalla concia di una pelle di canguro, di forma rettangolare. La chiusura è costituita da un lembo di pelle a forma di "T" che si piega al di sopra dell'apertura della sacca stessa. Nella parte superire presenta una tracolla che ne consentiva il trasporto. All'interno restano tracce di garza.

Funzione: trasporto di oggetti

Sacche simili venivano utilizzate, dagli indigeni, durante gli spostamenti, per trasportare utensili quali coltelli, pietre da percussione, frammenti di resina di xanthorroea, pietre dei #boglia#, nervi di canguro ecc.

Nella descrizione fatta da Don Gaetano Chierici risulta che queste conchiglie venissero usate come ciotola per contenere cibo o come strumento per bere. Salvado narra invece che gli aborigeni della zona di New Norcia (dalla quale gli oggetti furono spediti in Italia) utilizzassero quali mezzi per dissetarsi, pezzi di legno concavi. Ad ogni modo si può ritenere valida l'annotazione del Chierici, visto che in tutta la zona costiera australiana e nel retroterra questo genere di conchiglie è ampiamente usato a tal scopo. Forse come riporta Anna Bertolini, gli aborigeni di Nuova Norcia erano in possesso di tali conchiglie a seguito di scambi. L'oggetto fa parte di un nucleo più ampio di manufatti appartenenti alla cultura degli aborigeni australiani che Don Gaetano Chierici (all'epoca direttore del Museo di Storia Patria) chiese a monsignor Rudesindo Salvado, vescovo di Porto Vittoria, per il Museo di Storia Patria (con l'obiettivo di mettere in pratica il metodo "comparativo" molto in uso nella seconda metà dell'ottocento). Il nucleo di oggetti proviene dalla parte occidentale dell'Australia dove Salvado operò per lunghi anni fra la zona della missione di Nuova Norcia, fondata dallo stesso e la città di Perth. Gli oggetti, grazie alla collaborazione del vicario del vescovo il canonico Martelli, furono donati al Museo. Partiti dalla città australiana di Perth, dove sostarono a lungo, giunsero a Reggio Emilia nel 1871. L'interesse di Chierici per questi oggetti (e la conseguente richiesta avanzata a Salvado di inviarne alcuni in Europa), fu probabilmente suscitato dalla lettura di un libro scritto da Salvado nel 1851 "Memorie storiche dell'Australia particolarmente della Missione Benedettina di Nuova Norcia e degli usi e costumi degli Australiani". La raccolta di oggetti australiani costituì uno dei primi nuclei etnografici del Museo di Storia Patria, oggi Museo "G. Chierici" di Paletnologia. Trasferiti nel cosiddetto Corridoio Venturi, dopo la morte di Chierici, ove sono conservate le altre collezioni etnografiche, nel 1996 furono collocati nelle attuali vetrine, ripristinando l'originaria disposizione dei reperti all'arrivo al Museo.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a penna
Trascrizione: Sacco / da / viaggio

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