
tazza per ammalati
strumenti e accessori
ambito lombardo (Laveno di Mombello?)
maiolica modellatura
maiolica tornitura
maiolica essiccazione
maiolica smaltatura
maiolica cottura
n. 1332
Contenitore a forma troncoconica, base tondeggiante seguita da piccola gola, apertura circolare chiusa per metà da copertura fissa semicircolare, posta nella parte anteriore; beccuccio cilindrico largo all'inizio e via via più stretto; manico costituito da un tondino chiuso ad anello con prolungamento lineare verso il basso.
Funzione: permettere di sorseggiare liquidi (tè, tisane) a malati
Il beccuccio aveva la funzione di una cannuccia, veniva quindi direttamente appoggiato tra le labbra per poter sorbire il liquido contenuto nella tazzina.
Raro utensile dalla funzione molto specifica: grazie al beccuccio che permetteva di poter sorbire bevande anche stando coricati, veniva impiegato per dare tè, camomilla, tisane o brodo ai malati o alle donne dopo il parto. Questo tipo di utensile non presenta differenze sostanziali che possano identificarne la provenienza, visto che in diverse ceramiche, di Sassuolo, di Nove (Antonibon) e di Lodi (Ferretti)vengono prodotti con morfologia del tutto simile, proprio perchè la forma aveva scopi puramente funzionali.Piccole differenze come la curvatura della coppa, insieme al marchio, per quanto si può leggere, fanno pensare piuttosto ad una produzione varesina, in particolare quella a marchio Revelli, di Laveno (VA) (della stessa produzione la collezione Bertani possiede una sputacchiera); se così fosse la datazione va spostata a dopo il 1886, anno in cui viene fondata la ceramica Ravelli (S. Ravelli era già socio della Società Ceramica Italiana di Laveno dalla sua fondazione, nel 1856).Fonti di documentazione 3/4
Bibliografia
Forni G.
Persiceto e San Giovanni in Persiceto. Storia di un Comune rurale
Bologna
Lucinio Cappelli
1921
pp. 138-139 nn. 55-55a