
pentolone da camino
strumenti e accessori
rame laminatura
rame piegatura
rame rivettatura
rame stagnatura
ferro forgiatura
ferro piegatura
n. 1771
Contenitore dalla base arrotondata, a forma troncoconica, più ristretta verso la sommità, bordo rinforzato e aggettante, sotto il quale sono rivettate simmetricamente due lamiere a forma di farfalla aperte al centro, nelle quali si inseriscono le estremità assottigliate e ripiegate del manico curvo.
Funzione: scaldare l'acqua nel camino/ cucinare minestre/cucinare #al savor#
Per tener fermo il pentolone si appoggiava un #coppo# davanti tenedolo fermo con un piede, in modo che la pentola fosse schiacciata tra il coppo stesso e la parete di fondo del camino.
Questo pentolone, come molti contenitori, recipienti o pentole in rame, presenta il bordo dell'apertura rinforzato mediante ribattitura della lamina in rame attorno ad un tondino in ferro.Raffaella Bertani racconta che gli utensili in rame presenti in museo appartenevano ai suoi nonni, dai quali li ha erditati.L'impiego principale di questo pentolone era per scaldare l'acqua, anche per il bucato, ma la donatrice ricorda che in questo pentolone la sua famiglia preparava #al savòr#, una specie di marmellata asprigna tipica della cucina modenese, che necessitava di una cottura lenta. La quantità degli ingredienti era notevole, visto che si preparava solo una volta all'anno, quando si aveva a disposizione la #saba#, il mosto cotto (fine settembre) e visto che il prodotto finito, se ben conservato entro vasi di vetro in cantina, dura moltissimi anni. Raffaella ricorda che non si doveva mai mescolare il contenuto ma andava #schiumato# spesso e lasciato sobbollire fino a quando non era "calato tre volte" ossia fino a quando la quantità non si era ridotta ad un terzo. Per questo le donne erano solite segnare con un gessetto il livello iniziale, per poter meglio valutare quando togliere dal fuoco il pentolone. L'operazione non era comunque facile, perchè bastava che il momento #scappasse# che lo zucchero cominciava a cristallizzarsi e il #savòr# era rovinato. Nella ricetta di famiglia dei Bertani, oltre agli ingredienti tradizionali come mele cotogne, zucca, saba, si mettevano le noci intere che i bambini poi mangiavano quando erano già tutte tinte di viola.La difficoltà di collocare cronologicamente e geograficamente un utensile in rame è notevole, in quanto sul rame non c'è mai stato l'obbligo di marchiare o punzonare per identificare bottega e/o luogo di produzione, inoltre certi modelli, come questo che stiamo schedando, durarono per molto tempo anche senza modifiche. Fonti della documentazione 3/4
Bibliografia
Manni G.
Mille mobili emiliani. L’arredo domestico in Emilia e in Romagna dal sec. XVI al sec. XIX
Modena
Artioli Editore
1981
p. 118