
casseruola
strumenti e accessori
ambito emiliano
rame laminatura
rame battitura
rame piegatura
rame stagnatura
rame rivettatura
ferro forgiatura
ferro piegatura
n. 2455
Contenitore dalla forma ovale, piuttosto alto, leggermente più ampio nella parte superiore, con tre scanalature orizzontali (una che delimita la base, una poco prima della metà e una sotto il bordo d'apertura). Due manici costituiti da tondini piegati a C squadrata e ripiegati verso l'alto. Coperchio piano con rialzo centrale, terminante con manico costituito da tondino piegato e rivettato, come i manici.
Funzione: cuocere cibi
Viene appoggiata sul piano caldo della stufa e riempita con gli ingredienti da cuocere.
Casseruola impiegata soprattutto per arrostire carni.Come molti contenitori, recipienti o pentole in rame, anche questa presenta il bordo superiore rinforzato mediante ribattitura della lamina in rame attorno ad un tondino in ferro.Raffaella Bertani racconta che le pentole in rame presenti in museo appartenevano ai suoi nonni, dai quali le ha erditate. Questo tipo di casseruole, ovali e tonde, non erano molto comuni nelle case di allora; la varietà delle forme e delle dimensioni, adattabili a qualsiasi cottura e a un diverso numero di commensali, dimostrava le capacità economiche, la raffinatezza e l'estrema organizzazione della famiglia, che in questo modo si inseriva perfettamente nello stile di vita borghese. La difficoltà di collocare cronologicamente e geograficamente un utensile in rame è notevole, in quanto sul rame non c'è mai stato l'obbligo di marchiare o punzonare per identificare bottega e/o luogo di produzione, inoltre certi modelli, come questo che stiamo schedando, durarono per molto tempo anche senza modifiche. Raffaella Bertani non ricorda di aver mai visto cucinare con questo utensile, ricorda invece che molti oggetti e utensili in rame (tranne forse la tortiera e qualche padella) erano esposti, nella sala da biliardo al piano terra, su enormi mensole costruite apposta.Fonti della documentazione 3/4
Bibliografia
Manni G.
Mille mobili emiliani. L’arredo domestico in Emilia e in Romagna dal sec. XVI al sec. XIX
Modena
Artioli Editore
1981
pp. 55-61