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fiasco da viaggio

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Corso Umberto I, 22 – San Martino in Rio (RE)

fiasco da viaggio

[fiâsch]

strumenti e accessori

vetro soffiatura

canna di fiume (pavera) intreccio

corda

cm
41,5 (a) 18 (la) 28 (l)
sec. XIX

n. 1701

Contenitore dal corpo di forma ellittica terminante con un robusto collo cavo cilindrico in verticale. Copertura con #pavera# intrecciata con base sporgente, vuota nella parte inferiore, su cui sono presenti due strisce dipinte in rosso poste orizzontalmente lungo tutta la larghezza. Il manico è rinforzato con una corda.

Funzione: contenere liquidi (vino o acqua)

Si versa il liquido finché il livello non raggiunge la metà del collo, quindi si chiude con un tappo di sughero.

La produzione di fiaschi da vino, tradizionalmente collocata in Toscana, ha avuto un'interessante appendice nel modenese, dove arrivarono secoli addietro (fin dal sec. XV) esperti fiascai. Questi nostri oggetti potrebbero dunque appartenere alla produzione più vicina, anche se non si può escludere una diversa provenienza.Questo interessante contenitore veniva impiegato per portare con sè vino (talvolta acqua) durante i viaggi o quando si era in luoghi di lavoro lontano da casa. La #pavera# che lo riveste aveva la doppia funzione di proteggere il vetro da eventuali urti e di permettere una presa comoda e sicura sia durante gli spostamenti sia durante la mescita del liquido. La preziosa #veste# è caratterizzata da un'elegante intreccio di corde di paglia avvoltolate a spirale incrociate a rete, permettendo di ottenere una certa elasticità. La base è rinforzata da un disco di legno ricoperto con le stesse corde in paglia, disposte in linee verticali parallele; questo tipo di suppoto veniva utilizzato principalmente dal sec. XIX. Anche se non si tratta certamente di un oggetto di lusso, resta tuttavia indicatore di un modo di servire a tavola che non apparteneva alle categorie sociali più basse.

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