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R0656
R0656

torchio

R0656
R0656
Corso Umberto I, 22 – San Martino in Rio (RE)

torchio

[torc]

strumenti e accessori

produzione italiana

legno

acciaio

cm
130 (a) 80 (la) 91 (l)
1925 ca.

n. 656

Base di legno di forma rettangolare con una sponda, sui quatto lati, terminante con quattro piedi formati da grossi ceppi di legno rettangolari, fissati con grossi bulloni. Sul lato frontale della base, vi è un foro con uno sgocciolatoio in acciaio. Nella parte centrale del basamento vi è un grosso perno di acciaio filettato fissato sul fondo con un blocco di acciaio avvitato. Sul perno è avvitato un blocco di acciaio formato da una ruota dentata accoppiata ad una vite senza fine fissata ad una grossa asta di acciaio che porta all'altra estremità una manovella di legno. Intorno al gruppo centrale, è appoggiata, sulla base, una base, una gabbia di legno composta da aste tenute insieme da tre cerchi d'acciaio fissati con bulloni ribattuti. La gabbia è formata da due pezzi uguali, uniti fra loro da sei fermi di chiusura (tre per parte). Sotto al blocco di acciaio; posto sul perno centrale, vi sono due assi semicircolare con vari pezzi di legno rettangolari. Parti componenti: base (basameint), gabbia (gabia), vite (vidoun), manovella (maneg), cerchi (serc), fermi di chiusura della gabbia (ciavelli), piedi (pèe) e sgocciolatoio (bòca).

Funzione: serviva per torchiare le vinacce di una produzione contadina molto ridotta (Fêr al turciaduri -turcèr-)

Si alzava il blocco d'acciaio sotto il perno, ruotando la manovella in senso contrario. Si toglievano le due assi semicircolari e i blocchi di legno. Si vuotavano le vinacce all'interno della gabbia, sollevando, con ambo le mani, il contenitore. Si pareggiavano di volta in volta, con il pestello, le vinacce, fino a quando la gabbia non risultava completamente piena. Si appoggiavano le due asse semicircolari con sopra i pezzi di legno in modo che quest'ultimi fossero ben vicini al perno centrale. A questo punto una persona, con ambo le mani, girava la manovella dando inizio alla torchiatura. Il liquido presente nelle vinacce, usciva dalla gabbia, fermandosi sulla base, fuoriusciva dallo sgocciolatoio e veniva raccolto in un contenitore. Il vino, così ottenuto, era chiamato comunemente "turciaduri" ed era di qualità scadente. Per poterlo bere, veniva tagliato con vino di qualità superiore.

L'oggetto veniva di solito usato dal contadino che svolgeva mansioni di cantiniere.

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