
macchina tritacarne
strumenti e accessori
San Martino in Rio
produzione statunitense
acciaio
ghisa
legno
n. 30
Corpo macchina in ghisa con apertura superiore. All'interno è fissata una grossa vite senza fine (coclea) con un perno azionato dalla manovella per permettere l'avanzamento della carne. La manovella è fissata all'estremità posteriore del corpo macchina attraverso un galletto con vite. La manovella è provvista di un manico di legno. Sul perno anteriore della coclea vi è uno squadro dove vengono infilati i coltelli costituiti da una parte centrale con foro quadrato e quattro lame taglienti a raggiera. Davanti ai coltelli, sempre sul perno anteriore, si inserisce lo stampo formato da una piastra in acciaio con grosso foro centrale e diversi buchi per permettere la fuoriuscita della carne tritata. Per fissare lo stampo e i coltelli nella parte anteriore del corpo macchina c'è un grosso anello con vite centrale e sagomato all'esterno per facilitarne l'avvitatura a mano.
Funzione: tritare e insaccare la carne e le cotiche di maiale (tridér e insachèr al chérni)
Le filiere avevano fori di diverse dimensioni, questo per poter avere la carne tritata più o meno fine. La stessa macchina, senza coltelli e senza stampi, ma con l'applicazione di un apposito imbuto, serviva anche per le operazioni di insaccatura. Con una mano si riempiva di pezzi di carne e cotiche tagliate a listelli la macchina (dall'apertura superiore) e con l'altra si azionava la manovella. Per facilitare l'entrata della carne, con la stessa mano usata per riempire la macchina, avendo il polso appoggiato ai bordi dell'apertura si premeva la carne con la punta delle dita. Durante l'uso della macchina, essa doveva essere fissata ad un tavolo mediante 4 bulloni inseriti nei fori esistenti alle estremità dei quattro piedi.