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giogo

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Corso Umberto I, 22 – San Martino in Rio (RE)

giogo

[zòv]

strumenti e accessori

Gombia (costruttore)

legno di olmo

legno di pero

acciaio

cuoio

cm
68 (a) 14 (la) 119 (l)
1880 ca.

n. 609

Grossa trave di legno sagomata e arcuata alle due estremità. Nella parte centrale con l'uso di due staffe di acciaio è montata una campanella costituita da due ritti convergenti uniti all'altra estremità da un grosso anello di acciaio. Questo stringe i due ritti e contemporaneamente un pezzo di legno sagomato tra questi. Sulla trave vi sono diversi ganci che sostengono la cinghia delle corna ed il sottogola di cuoio. Parti componenti: cinghia (arvaròla), gancio (ranèla), sottogola (sotgòl), anelle (ueèt), ritto (umèt), grosso anello (sagol, véra), staffe (stafa).

Funzione: usato per attaccare i bovini agli attrezzi da trasporto (carri, birocci) e da lavoro (aratro, ecc.) (tachér su al bésti)

Si appoggiava il giogo sulle spalle delle mucche. Si fissava il sottogola e si infilava nelle corna la cinghia di cuoio formando con questa una specie di otto. Si infilava il timone nella campanella, e a sua volta si fermava il timone con l'apposito perno di acciaio che veniva infilato in un foro del timone. A questo punto si metteva una corda alle corna delle mucche e si legava alla punta del timone.

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