Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

Immagine non disponibile

Raccolta d’Arte Contemporanea – Museo Monumento al Deportato – Musei di Palazzo dei Pio

Immagine non disponibile
via Manfredo Pio, 2
Carpi

Il museo del Deportato e il "Museo Giulio Ferrari" si trovano all'interno del Castello del Pio, edificato a più riprese dall'età medievale al XVII secolo; e di proprietà dei signori Carpi dal 1331 al 1525. In quel periodo la struttura architettonica e quella urbanistica del luogo assumevano le peculiarità rinascimentali che tutt'ora caratterizzano il centro di Carpi; in particolare tra l'ultimo decennio del XV ed il primo ventennio del XVI secolo, allorché il principe Alberto III Pio fortificò il castello con un'imponente ristrutturazione. Il complesso del castello ha la connotazione di una grande corte, le cui trasformazioni si sono stratificate sommando stilemi medievali a variazioni rinascimentali, in particolare echi di classicismo d'ispirazione romana veicolati nella città da Baldassarre Peruzzi. Dopo la cacciata dei Pio, nel 1525, il castello diventava la sede di governo degli Estensi, che aggiungevano al palazzo la Torre dell'Orologio, realizzata su progetto di Guido Fassi tra il 1625 e il 1627. In seguito la destinazione d'uso dell'edificio è stata varia, da carceri a magazzini, da uffici giudiziari a teatro sino a diventare, nel 1863 dopo l'Unità, proprietà del Municipio, che ne cura da tempo i lunghi e complessi restauri.
Il Museo Monumento al Deportato è stato inaugurato nel 1973, ma la sua gestazione risale all'immediato secondo dopoguerra affinché rimanesse viva la memoria del sacrificio umano degli ebrei e dei combattenti durante la II Guerra Mondiale nel vicino Campo di Fossoli. Il progetto del Museo veniva espletato dal gruppo BBPR, ossia Belgioioso, Banfi, Peressutti e Rogers, in collaborazione con Renato Guttuso; la motivazione dell'assegnazione dei lavori a questo gruppo d'architetti veniva individuata, dall'amministrazione e dal comitato promotore, nella capacità di aver saputo concepire un museo privo di facile retorica e banali simbolismi. Collocato al piano terra del Castello, esso si sviluppa lungo tredici ambienti, alcuni dei quali affrescati con pertinenza al tema della pace e della Resistenza, commemorando i deportati, da Pablo Picasso, Emilio Longoni, Corrado Cagli, Fernand Legér e Renato Guttuso; e ai quali si alternano suggestivi e toccanti pensieri dei condannati a morte della Resistenza europea che, attraverso il graffito, sensibilizzano civilmente alla pace.
Nel 1999 il figlio del pittore milanese Aldo Carpi, lo scrittore Pinin, ha donato al Museo 150 opere del padre che ha vissuto e riportato visivamente le tragedie delle due guerre mondiali; in particolare Il diario di Gunsen, ritratti a disegno densi di pathos redatti con sintetico realismo fotografico, che narrano l'orrore prodotto dai lager nazisti negli uomini.
L'attività espositiva del Museo è indirizzata verso la continuità della memoria delle atrocità naziste quale memento e monito affinché non si possano riperpetrare nuovamente altre crudeltà; qui sono spesso realizzate mostre documentarie od artistiche, che abbiano uno stretto legame con la Resistenza, il sacrificio ebraico dell'Olocausto, della prigionia e delle distruzioni provocate dalla guerra come Monumenti in guerra 1943-45, gli alleati e i danni al patrimonio culturale in Emilia Romagna.

Artisti
Pablo Picasso
Emilio Longoni
Corrado Cagli
Fernand Legér
Renato Guttuso
Aldo Carpi

Pubblicazioni Collina C. (a cura di), "I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo", Bologna, Compositori, 2004, pp. 68-70

Pubblicazioni Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo – 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.

Altre informazioniTipologia artefatto

pittura murale, disegni

Altre informazioniArtisti/designers

Pablo Picasso Emilio Longoni Corrado Cagli Fernand Legér Renato Guttuso Aldo Carpi

Dove si trova

via Manfredo Pio, 2

PatER