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La Madonna col Bambino in gloria e i Santi Andrea, Procolo, Giacinto e Monica

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Via Mentana, 32 – Budrio (BO)

Calvaert Denys

1540 ca./ 1619

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
111(a) 78(la)
sec. XVII (1600 – 1610)

n. C. 217

I santi sono resi riconoscibili dagli attributi a loro consueti: nel caso del domenicano Giacinto, di recente nomina (1594), interviene anche un angelo con un cartiglio contenente la scritta "Gaude fili Jacinte", che ricorre in altre raffigurazioni coeve. Attribuito a seguace di Calvaert (Bodmer 1940) e alla scuola dei Carracci (Sorrentino 1949; Codicè Pinelli 1967 e 1970), l'esatta attribuzione al Calvaert spetta a C. Bernardini (1989) che ha proposto una data di esecuzione attorno ai primi anni del '600 e ne ha segnalato il rapporto con un disegno del Kupferstichkabinett di Berlino (inv. 16312). Il dipinto appartiene alla fase in cui il pittore fiammingo, pur mantenendosi fedele alla propria formazione, si apre cautamente in direzione naturalistica, accogliendo suggerimenti, più che dai Carracci, dal Cesi: l'apice di questo nuovo corso della sua pittura è rappresentato dalla Madonna in gloria adorata dai Santi Francesco, Domenico e dai committenti, tuttora conservata nella chiesa di San Michele a Mezzolara di Budrio, firmata e datata 1612 (cfr. T. Montella, Dionisio Calvart, in Pittura Bolognese del '500, a cura di V. Fortunati Pietrantonio, Bologna, 1986, Ii, ripr. a p. 708). Rispetto a quella grande pala, la tela qui esaminata si distingue per una intenzione espressiva più convenzionale, tale da richiamare a confronto i due laterali provenienti dal convento di San Vitale con l'Apparizione della Vergine a San Francesco e a San Bruno (Bologna, Pinacoteca Nazionale), eseguite rovesciando lo stesso cartone: un procedimento che richiama la consuetudine di Calvaert a riprendere le stesse composizioni e che può far pensare che il disegno di Berlino, raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Girolamo e Rocco, non sia propriamente una prima idea, poi scartata, per questo ma presupponga l'esistenza di un altro dipinto, al momento perduto, molto simile al nostro: le corrispondenze non si limitano di fatto al solo gruppo celeste, ma interessano anche la posa di Girolamo, del tutto identica a quella di Procolo.

Bibliografia Sorrentino A.
Catalogo della Pinacoteca civica di Budrio
Budrio
Tipografia Montanari
1949
p. 7, n. IV/6

Bibliografia Codicè Pinelli F.
Catalogo Pinacoteca civica D. Inzaghi di Budrio
Budrio
Tipografia Montanari
1970
n. IV/6

Bibliografia Bernardini C.
La Pinacoteca civica di Budrio : guida illustrata
Bologna
Nuova Alfa
1989
p. 28

Bibliografia Benati D./ Bernardini C. (a cura di)
I dipinti della Pinacoteca civica di Budrio : secoli XIV-XIX
Bologna
Compositori
2005
pp. 120-121

Altre informazioniIscrizioni

Lingua: latino
Tipo di caratteri: lettere capitali
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: GAUDE FILI JACINTE

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