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Son testa son paesaggio turrito

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Via Don Giovanni Minzoni, 14 – Bologna (BO)

Ontani Luigi

Vergato (Bologna), 1943

scultura

ceramica/ smaltatura
sec. XX (1984 – 1984)

n. 3687

Luigi Ontani (Montovolo di Grizzana Morandi, Vergato, 1943) si avvicina presto all'ambiente artistico di Torino, città che stimola la sua passione per la letteratura, la poesia e la pittura e dove stabilisce contatti con artisti come Carla Accardi, Luciano Fabro e Giulio Paolini. Muove i primi passi nel 1965 quando, nel clima di generale rifiuto delle tecniche figurative tradizionali, l'artista alterna alla pittura tout court alcune sperimentazioni materiche. A tale periodo, infatti, risalgono i primi 'oggetti pleonastici', termine che sta a indicare manufatti realizzati in materiale povero (cartone, gommapiuma, gesso). La sua prima esposizione si tiene a Bologna nel 1967 e in questa occasione presenta tempere, acquerelli, disegni e oggetti pleonastici. È immediatamente visibile l'abilità dell'artista nel rielaborare con sorprendente fantasia strutture e linguaggi diversi, restituendoli carichi di una simbologia sempre suscettibile di nuove interpretazioni. Dal 1971 Ontani inizia a sperimentare alcune tecniche fotografiche: nello stesso anno espone, per la prima volta, fotografie a grandezza naturale. Nel 1974, in occasione della manifestazione 'Contemporanea', a Roma, l'artista realizza tableau-vivants, quadri viventi, in cui egli stesso si esibisce nel duplice ruolo di autore e modello. Dotato di fine ironia e narcisista fino all'ostentazione, Ontani è un lettore dissacrante della mitologia classica e dei miti culturali: nel corso degli anni impersona, per citarne solo alcuni, Dante Alighieri, Cristoforo Colombo, Tarzan e Gentiluomo con tricorno. Attraverso un'originalissima capacità di unire passato, presente e futuro, in un gioco continuamente incrociato tra mito e favola, tra cultura occidentale e orientale, tra sacro e profano, tra immagini e parola, egli cambia il mondo con ironia, allargando gli orizzonti rispetto agli stretti obblighi che rispondono al necessario e al convenzionale. Nel 1977 espone a New York. Dal 1978 al 1982 presenta le sue opere nelle maggiori città italiane. La ricerca di nuovi mezzi espressivi porta l'artista a utilizzare la cartapesta, facendo nascere opere come Centauro, esposto alla Biennale di Venezia nel 1984. Ha compiuto numerosi viaggi nello Yemen, a Bali e in India, alla ricerca di tecniche di lavorazione tradizionali di materiali diversi.
L'acquisizione dell'opera si deve a Peter Weiermair, direttore della Galleria fino al 2005.

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