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poltrona

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via Zamboni, 13 – Bologna (BO)

Deserti Luigi

notizie sec. XIX

Deserti Gaetano

notizie sec. XIX

Fraboni Carlo

notizie sec. XIX

manifattura emiliana

poltrona

legno di pioppo/ doratura/ intaglio/ scultura/ tornitura,
seta/ damasco
cm.
altezza 2 poltrone con cimasa 122//larghezza 2 poltrone con cimasa 60//profondità 2 poltrone con cimasa 56//altezza 2 poltrone senza cimasa 110//altezza poltrona grande 127//larghezza poltrona grande 70//profondità poltrona grande 62
sec. XIX sec. XX (1850 1931 – 1880 1932)

n. 1964 etichetta

n. 1891-1892 etichetta

n. 4-5 timbro rosso

n. 1893-1894 etichetta

n. 3 timbro rosso

Insieme di due divani, quattro poltroncine con braccioli e una grande poltrona con braccioli. Ai due ampi divani, collocati su due pareti contrapposte della Sala Rosa, fanno da complemento quattro poltroncine con braccioli, gli schienali di due delle quali si concludono con una ricca cimasa, e una grande poltrona con alto schienale e braccioli imbottiti. Per le strutture è stato usato legno di pioppo. I due divani hanno forma ovale con schienale fortemente sagomato alle estremità, tra le quali si sviluppa un elaborato intaglio al di sopra del bordo dello schienale con intrecci a volute, arabeschi e ampie foglie d'acanto che includono piccole cartelle con effigi. Una conchiglia apicale conclude la decorazione. Sul bordo inferiore dei divani è presente un motivo decorativo sempre intagliato che si sviluppa in corrispondenza dei due sostegni laterali con girali vegetali. I divani sono ricoperti con tessuto di damasco rosa: la seduta è liscia mentre per lo schienale è stata adottata una imbottitura impunturata parzialmente in capitonnè. Le quattro poltrone presentano gambe ondulate e intagliate e braccioli con estremità a ricciolo, definiti nella parte bassa da motivi a foglie. Schienale ricurvo e rotondeggiante culminante in una cimasa intagliate presente soltanto su due dei quattro pezzi. La grande poltrona, di aspetto più massiccio e imponente, è dotata di gambe ondulate e intagliate e braccioli imbottiti sempre con estremità a ricciolo, definiti nella parte bassa da motivi a foglie. Schienale ricurvo a sviluppo trapezoidale, contornato da una cornice ornata da motivi a foglia. Le cinque poltrone sono rivestite in seta di damasco rosa.

I divani e le poltrone appartengono, unitamente a parte del mobilio, agli arredi della famiglia Malvezzi de' Medici lasciati nel palazzo dopo la vendita negli anni '30 del secolo XX all'Amministrazione Provinciale. La realizzazione materiale del salotto si deve forse a Gaetano e Luigi Deserti e a Carlo Fraboni, intagliatori bolognesi che sono comunque attivi nella realizzazione del mobilio del palazzo (cfr. La storia e l'arredo dell'appartamento nobile del Palazzo Malvezzi de' Medici, in Palazzo Malvezzi tra storia arte e politica, p. 197). Come mostrano alcune foto d'epoca (La famiglia Malvezzi de' Medici e il suo palazzo, in Palazzo Malvezzi tra storia arte e politica, pp. 84,94-95), i due divani e almeno tre poltroncine con cimasa ed una non provvista di coronamento sono già testimoniate all'interno della Sala degli Amori al tempo dei Malvezzi; laddove la grande poltrona con braccioli e i due tavoli, quello ovale e quello piccolo mistilineo, fanno parte dell'arredamento della Sala adibita ad ufficio del Presidente della Provincia Vighi dal 1932.

Bibliografia Palazzo Malvezzi tra storia arte e politica
Bologna
Grafis Edizioni
1981

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