
1873/ 1941
ditta S.A. Figli di Ettore Guidastri
stendardo
Drappo rettangolare di seta rossa ricamata a rameggi di quercia e alloro verde-argentei, contornato da una bordura d'argento ornata da motivi geometrici d'oro, terminante in basso con cinque bandoni pendenti da una fascia, tutto di seta azzurra ricamata con rameggi d'argento, ciascuno affiancato da due cordoni reggenti fiocchi, degli stessi colori. Sul campo sono posti gli stemmi: al centro lo stemma della Provincia di Bologna entro un riquadro a ricami d'oro sormontato dalle insegne dell'Ente e sostenuto da un cartiglio con la legenda "Provincia di Bologna", in alto i Comuni di Imola, Bologna, Vergato; a sinistra, dall'alto in basso Bazzano, Castelmaggiore, Castiglione de' Pepoli, Loiano e Minerbio; a destra, dall'alto in basso, Budrio, Castel San Pietro, Crevalcore, Medicina e Porretta Terme; sotto San Giorgio di Piano e San Giovanni in Persiceto. Il drappo era appeso, con cinque banderoni ad anello di seta azzurra orlati e decorati d'argento, a un'asta trasversale terminante in due pomoli d'oro da cui pendevano due cordoni di seta azzurra e d'argento con due fiocchi (ancora esistenti). L'asta verticale che lo reggeva è ora utilizzato per la replica moderna.
La Provincia di Bologna, istituita nel 1831, ha avuto il suo gonfalone solo nel 1934, e, fino ad un anno prima era priva anche di uno stemma proprio. Nel 1927 fu deciso di chiedere "la concessione di particolare stemma e insegna" nella tornata del Rettorato Provinciale. Il Consiglio dei ministri respinse però la proposta a seguito del parere negativo della Consulta araldica, la quale, a ragione, obiettò che lo stemma richiesto ripeteva quello del Comune di Bologna, in uso da secoli e già ad esso riconosciuto. Per non incorrere in un secondo insuccesso, il Rettorato provinciale nella seduta del 17 gennaio 1933 decise di affidare a un "esimio ricercatore delle patrie storie e tradizioni" l'incarico di compiere in accurato studio in proposito. Lo stemma proposto (di cui fu chiesta concessione il 4 marzo 1933) fu sancito con regio decreto il 6 luglio 1933. Lo stesso anno, in seguito all'istituzione con Regio decreto del 12 ottobre del "Capo del Littorio", fu imposta una modifica allo stemma originale, e cioè l'inserimento di un "fascio littorio in oro, circondato da due rami di quercia e alloro annodati da un nastro dai colori nazionali, su fondo rosso porpora, situato al centro della terza parte superiore dello scudo".
Acquisito lelemento araldico si passò alla progettazione del gonfalone. Purtroppo non si è trovata la documentazione relativa, se non un bozzetto di Alfredo Baruzzi.
Il 31 dicembre 1933 il Presidente della Provincia scriveva ai Podestà dei Comuni capoluoghi di inviare copia in carta semplice della concessione dello stemma e di dare descrizione accurata della forma e dei colori.
La realizzazione del gonfalone fu affidata alla Ditta S.A. Figli di Ettore Guidastri su disegno di Alfredo Baruffi.
Nel 1976 la Giunta Provinciale decise di sostituire il vecchio gonfalone con uno nuovo , eseguito dalla ditta Carlo Monterumici, del tutto simile a quello origiario (fu solo tolto il fascio littorio) e del quale utilizza l'asta verticale di sostegno.
Bibliografia
Palazzo Malvezzi tra storia arte e politica
Bologna
Grafis Edizioni
1981
pp. 307-310
Tipologia: stemma
Identificazione: Provincia di Bologna
Posizione: al centro del gonfalone
Descrizione: D'azzurro, al leone, rampante d'oro che leva un vessillo a tre fasce, di verde, d'argento con motto Libertà e di rosso con il fascio littorio. Sotto la punta dello scudo la legenda: Provincia di Bologna scritta in oro su lista azzurra, accartocciata e svolazzante. Corona regolarmente racchiudente due rami uno di alloro e uno di quercia