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motivi decorativi matildici in rosso su fondo azzurro-verde

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Via Giovanni Amendola, 2 – Reggio Emilia (RE)

manifattura canusina

pannello decorativo

ceramica/ pittura/ smaltatura
cm.
62.5(a) 62.5(la)
sec. XX (1935 – 1940)

n. 100

Il motivo decorativo è dipinto su una superficie quadrata, ottenuta dall'accostamento di 9 piastrelle di ceramica, anch'esse quadrate (lato 15 cm), dalla colorazione pastello, 5 di colore azzurro e 4 di colore verde, disposte alternativamente. Le piastrelle sono contornate da un listello di legno scuro e montate su una tavola a sfondo bianco, anch'essa quadrata e profilata da una sottile cornice di legno. Il motivo, dipinto con smalto rosso e di chiara ispirazione canusina, è contraddistinto da una singolare simmetria: identici motivi a intreccio, rintracciabili sui capitelli di età matildica, sono posti ai 4 angoli; identici intrecci a sviluppo lineare raccordano i motivi angolari e completano la cornice al motivo principale, un complesso intreccio, con molteplici ramificazioni e terminazioni fogliari, a sviluppo circolare. Sulla piastrella centrale spicca infine un motivo ricco di figurazioni simboliche: un nastro, avvolgentesi simmetricamente su se stesso, forma 4 spazi circolari, all'interno dei quali sono dipinti un melograno e tre fiori di forma differente.

Da Canossa, l'antica "Canusia", prende nome questa singolare forma d'arte, ispirata alle decorazioni scolpite su frammenti murari raccolti tra i ruderi del noto castello matildico, nelle chiese e negli oratori della provincia di Reggio Emilia, spesso riprodotte nelle miniature degli evangelari, i cosiddetti "codici matildici".
Fu di Maria Bertolani Del Rio (1892-1978) l'idea di richiamare a nuova vita l'antica arte legata all'età canossana, all'importante dinastia che aveva dominato gran parte dell'Italia medioevale, e al 1932 risale l'inizio dell'attività di identificazione e di raccolta del materiale. I motivi decorativi sono accomunati da uno stile di derivazione carolingia, preludio della più ampia e significativa fioritura dell'arte romanica.
Una volta raccolti, tali motivi venivano trasferiti su carta, per essere adeguatamente studiati e quindi riprodotti su tela, seta, cuoio, ceramica, marmo o legno. Erano poi gli allievi della Colonia-Scuola "Antonio Marro", istituita nel 1921 all'interno del S. Lazzaro per esercitare l'abilità manuale di ragazzi anormali dai 5 ai 16 anni, a ripetere quelle decorazioni ricamando tovaglie, cuscini, piccoli arazzi, ad imprimerle nella creta del vasellame, poi cotto in forni primitivi, ad incidere quegli antichi motivi nel legno, o a sbalzarli sul cuoio.
Presentati alla Mostra Nazionale Fascista del lavoro femminile, tenutasi a Bari nel settembre del 1932, questi lavori furono premiati con la medaglia d'oro. L'opera di diffusione di questo originale artigianato continuò anche al di fuori dell'Istituto: i pregiati ricami canusini, eseguiti da ricamatrici private, ebbero diffusione in Italia ma anche all'estero, e ottennero nel 1949, alla Mostra Nazionale dell'Artigianato di Firenze, il "Primo premio assoluto nella categoria del ricamo".
I successi conseguiti suggerirono di chiedere un brevetto per l'Ars Canusina, depositando il contrassegno che compariva ormai da vent'anni sui lavori eseguiti nell'Istituto: il monogramma della contessa Matilde, che racchiude, nelle anse della lettera M, lo stemma della città di Reggio Emilia e quello della famiglia Canossa (il cane con un osso in bocca).

Bibliografia Bertolani Del Rio M.
Ars Canusina
Bologna
1935

Bibliografia Bertolani Del Rio M.
La colonia-scuola A. Marro
Reggio Emilia
1938

Altre opere in Biblioteca Scientifica Carlo Livi e Archivio dell'ex Ospedale Psichiatrico San Lazzaro (347)
Altre opere simili del sec. XX (38)
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