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Dall'alto

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Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

dipinto

tavola/ pittura a olio
cm.
79.5(a) 53.5(la)
sec. XX (1931 – 1931)

n. 1816

Vista dall'alto di un susseguirsi di picchi di montagna percorsi dal letto di un fiume. La catena montuosa si perde nell'orizzonte. In primo piano una serie di cipressi discendenti verso il basso e parte di tetto rosso.

Mario Guido Dal Monte (Imola 1906 – 1990), autodidatta. Nel 1926 dipinge le due tele (La strada e Vaso di fiori) considerate come i suoi primi lavori di tendenza futurista. Con quelle tele debutta nella IV Mostra d'arte indetta dalla sezione imolese del Sindacato Artisti Italiani per il 2-23 maggio del 1926 (nn. 140-141 del catalogo). Dopo questa mostra, la produzione futurista procede con celerità, tanto che dal 20 gennaio al 5 febbraio del 1927 Dal Monte viene accolto con quattro tele (La roulette; Fuochi d'artificio; La duplice vittoria; La fabbrica del fuoco) alla Grande mostra di pittura futurista allestita alla Casa del Fascio di Bologna: è la presenza romagnola più significativa (partecipa anche il lughese Giacomo Vespignani ma con un solo dipinto). All'inizio del 1928 si pone un serio appuntamento futurista per la città di Imola: dal 29 gennaio al 10 febbraio Dal Monte organizza nel ridotto del Teatro Comunale la Grande mostra d'arte futurista. L'artista partecipa con sedici lavori; sono presenti grandi nomi del futurismo pittorico, ma ben rappresentati anche i membri dell'imolese Gruppo futurista Boccioni (Pietro Sassi, Walter Giustiniani e Paolo Pasini). L'ultima facciata del catalogo pubblicizza così l'attività dell'artista: "Pittura, Decorazione, Scenografia, Architettura, Scultura, Creazioni originalissime decorative per salotti, Garconnière, Dancing, Teatri, Caffè, Bars, Paraventi, Arazzi, Cuscini, Mobiletti, Disegni, Illustrazioni, Affiches, Scene, Costumi, Creazioni di mode futuriste, Allestimento feste danzanti e mascherate ultra-originali". Sorprende l'elenco di quel che Dal Monte è in grado di fare appena un anno e mezzo dopo l'adesione al movimento: un'attività che sembra proprio quella del fondatore di una casa d'arte. Dal 13 giugno all'8 luglio 1928 partecipa con quattro ritratti alla II Mostra biennale romagnola d'arte, aperta a Imola al piano terra della scuola "Giosue Carducci". Nei mesi successivi l'attività di Dal Monte si fa frenetica, con apparizioni in molte esposizioni nazionali (in Romagna: al Kursaal di Rimini in luglio-agosto, presso la Società musicale "G. Sarti" di Faenza in ottobre-novembre). Durante l'estate del 1928 avvia anche un'attività di disegnatore per ceramiche, grazie a Giuseppe Fabbri e al faentino Riccardo Gatti (che si fa imprenditore di una produzione ceramica coordinando il lavoro di un gruppo di futuristi). La presentazione dei primi risultati avviene nella citata mostra faentina presso la Società Sarti, dove sono esposte dieci ceramiche disegnate da Dal Monte e dieci da Balla. Nel marzo 1929 Dal Monte apre presso la sede dell'associazione culturale "Cenacolo Imolese", la ventinovesima personale, l'esposizione più ampia che di lui si conosca. Il lirismo presente in alcune tele annuncia il suo viraggio stilistico, un cambiamento che Dal Monte testimonia con la sua trentaseiesima personale inaugurata al Palazzo Sersanti di Imola a fine 1929. Vi sono esposte 34 opere: tele, bozzetti, acquerelli e due costumi di scena per Il trionfo della macchina di Giuseppe Fabbri. La mostra ha un curioso contrappunto: il 22 dicembre 1929 esce a Imola il numero unico futurista Zang-tum-bum, interamente dedicato alla figura di Dal Monte che, nell'articolo Boccioni, ripercorre la sua adesione al futurismo e paga il suo tributo al movimento. La prima pagina del giornale è occupata dall'articolo di Michele Campana: il critico percepiva in maniera definitiva che Dal Monte si stava allontanando dagli stilemi del futurismo introducendo nella sua pittura l'interesse per temi di paesaggio. Tele liriche come "Chiaro di luna" e "La chiesetta" del 1930 sono testimoni di questo passaggio. Dal Monte è scomparso a Imola il 2 gennaio 1990.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: M. G. Dal Monte .931.

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