
notizie 1494/ 1527 ca.
dipinto
n. 15
n. 44
Il Santo, che indossa un abito giallo con un mantello rosso dal risvolto marron è immerso a mezza gamba nelle acque del fiume Savio e porta sulla spalla sinistra il Bambino, mentre si sostiene con la mano destra ad un lungo bastone. Sullo sfondo un ponte e molte personaggi che fanno il bagno e lavano i panni.
Insieme ad altre due tavole con San Sebastiano e San Rocco fu assegnato dal Buscaroli (1931) a Francesco Zaganelli da Cotignola. In seguito la Colombi Ferretti (1986) avanzava l'attribuzione all'Aleotti solo per il San Sebastiano mantenendo la paternità allo Zaganelli per gli altri due dipinti che la studiosa suppone siano state compiuti per una imprecisata chiesa di Cesena, giungendo in quella di Sant'Agostino solo nel corso del XVIII secolo. Inoltre nota come nelle tre opere la linea dell'orizzonte sia diversa. Pullini (1989) ritiene, invece, che l'autore delle tre tavole sia l'Aleotti che le avrebbe eseguite fin dall'inizio per quella cappella della chiesa suddetta dedicata ai Santi Sebastiano, Rocco e Cristoforo, eretta dalla Comunità civica come ex voto per la scongiurata peste del 1493. I tre santi in questione secondo una tradizione largamente diffusa sono ritenuti protettori contro tale morbo. Pullini spiega talune diversità stilistiche a causa della stesura effettuata a distanza di circa otto anni (da prima del 1495 al 1503). A sostegno di questa ipotesi è la quietanza di pagamento pubblicata dal Grigioni (1910), datata 25 febbraio 1495 (23 ducatoni d'oro in acconto dell'intera somma di 125 ducati) per pitture nella cappella di San Sebastiano che l'Aleotti stava eseguendo. In seguito il pittore si assentò da Cesena per qualche tempo e soltanto nel 1503 lo storico locale Fantaguzzi poteva dichiarare che era stata posta nella cappella l'ancona di S. Sebastiano. Non conosciamo l'originaria dimensione e disposizione delle tavole all'interno della cornice lignea, ma si sa che completavano il polittico una cimasa con il Padre Eterno e una predella con il martirio di S. Sebastiano (si veda documento dell'Archivio di Stato di Cesena, A. S. 1976/A anno 1747). Probabilmente il San Rocco e il San Cristoforo appartengono al primo periodo dei lavori nella cappella, antecedenti il 1496 considerata la vicinanza stilistica con il polittico di Argenta che è di quell'anno.
Il San Cristoforo si distingue dalle altre due figure perché compare insieme ad altri personaggi che popolano le sponde e le acque del fiume.
Ciò rende la tavola curiosa e divertente anche per quel gesto del Bambino che alza il capo del Santo afferrandogli un ciuffo di capelli. Bizzarra è anche il rigonfiarsi del mantello del Bambino in modo innaturale. L'asprezza delle pieghe delle vesti è tipica della pittura ferrarese.
Bibliografia
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1998
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Bibliografia
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1910
pp. 441-51
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Bibliografia
Buscaroli R.
La pittura romagnola del Quattrocento
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1931
Bibliografia
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Bibliografia
Piraccini O. (a cura di)
Dieci anni di restauri per la pinacoteca civica di Cesena
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Comune di Cesena
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Bibliografia
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La pinacoteca comunale di Cesena
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Bibliografia
Grigioni C.
Piraccini O. (a cura di)
Per la storia della pittura in Cesena nel primo quarto del secolo XVI
La pinacoteca comunale di Cesena
Cesena
Silarte
1984
pp. 248-256
Bibliografia
Colombi Ferretti A.
Girolamo Genga e l’altare di S. Agostino a Cesena
Bologna
1986
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Bibliografia
Roio N.
Antonio AleottiLa Madonna in trono col Bambino, S. Antonio abate e l’arcangelo Michele
Riflessioni su un dipinto. Appuntamento in pinacoteca
Cesena
Comune di Cesena
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s.p.
Bibliografia
Pulini M.
Antonio Aleotti. San Rocco; San Cristoforo; San Sebastiano
Riflessioni su un dipinto. Appuntamenti mensili in pinacoteca
Cesena
Comune di Cesena
1989
s.p.
Bibliografia
Colombi Ferretti A.
Briganti G. (a cura di)
Aleotti, Antonio
La pittura in Italia. Il Cinquecento.
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Electa
1997
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