
dipinto
n. 3
Il santo e la Vergine che tiene il bambino (in atteggiamento benedicente) fra le braccia sono ritratti su una nuvola, davanti a una croce in legno, collocata su un basamento in pietra. In alto, fra le nuvole, una corona di cherubini e la colomba dello Spirito Santo sul capo della Madonna, avvolti da una luce che rischiara tutto il quadro. Nella parte inferiore, un angioletto rivolto supino, tiene in mano il ramo di gigli. Alla destra della Madonna, appare, di scorcio, un angelo alato che, con le braccia e le mani, si appoggia alle nuvole. Il santo ha paramenti bianco perlaceo, arancio e giallo pallido; la Madonna è vestita di azzurro e rosa perlaceo.
La cronaca del forlivese Stefano Sigismondo Corbici (1770) ricorda l'avvenimento della collocazione del dipinto sull'altare maggiore della Chiesa di San Filippo: "Venerdì 24 maggio 1715 si mise su il quadro famoso di S. Filippo Neri fatto fare dal Sig.r. Co: Fabrizio dal Aste al Signor Cavalier Carlo Cignani". L'opera fu trasferita in Pinacoteca solo dopo il 1893, infatti nella Guida di Forlì è registrata ancora in San Filippo. Viroli (1980) rileva che il problema fondamentale concernente "La Vergine e San Filippo Neri" consiste nella distinzione delle parti eseguite da Carlo (il padre) e di quelle eseguite da Felice (il figlio). Certamente l'idea della composizione generale è di Carlo, mentre, analogamente a quanto sostenuto da Roli (1977) parrebbe che l'esecuzione dell'opera sia in gran parte da attribuire a Felice: "Si veda come il figlio Felice… appaia ben altrimenti sicuro nella "Madonna e S. Filippo Neri" ora nella Pinacoteca di Forlì: non tanto per una acquisita maturità, ma per l'adozione di un impianto nobilmente marattesco, che non può essere che suggerito dal padre. L'impegno di Felice in questo dipinto è chiaramente teso a mantenere la pittura all'altezza dell'invenzione". L'Oretti stesso (1777) attribuiva la paternità dell'opera a Felice, analogamente il Bosi (1810) che tuttavia ipotizza un modesto intervento del padre ("opera di Felice Cignani, a riserva del Puttino da basso, che tiene il Giglio di Carlo Cignani").
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Cenni storici e breve descrizione delle principali pitture e sculture della città di Forlì
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