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102
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sergentina

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Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

manifattura dell'Europa occidentale

sergentina

acciaio ,
legno
cm.
201(a) 13(la)
altezza ferro 53
sec. XVII (1650 – 1699)

n. 65

Gorbia tronco-conica prolungata in basso in forti bandelle e chiusa in alto da anellature. Dal cuscino che la sormonta spicca un blocchetto pressoché prismatico dal quale escono la scuricina fortemente lunata col dente ventrale arricciolato e quello dorsale sagomata a testa d'uccello rivolta, e il becco di parrocchetto col dente dorsale sagomato, simile all'altro. Sopra spicca la cuspide a lama di partigianetta; è a sezione di losanga e ha la punta leggermente carpiata.

Le "sergentine" erano piccole alabarde divenute distintivo dei bassi ufficiali, appunto i sergenti, negli eserciti di tutta Europa a partire dalla guerra dei Trent'anni, l'inizio della quale aveva visto la scomparsa dell'alabarda dai campi di battaglia. Proprio questa dismissione, e quella della partigiana (anch'essa rimasta in uso militarmente solo presso alcune formazioni di guardie d'èlite nel servizio corrente, ma non in guerra) portarono rispettivamente a conservare tali armi modificandone la funzione: da arme a distintivo di rango; rispettivamente con la "sergentina" e la "mezza picca da ufficiale". Serviva, almeno pro forma, a tenere l'allineamento dei ranghi, e con tale funzione restò in uso fino agli inizi dell'Ottocento.
La forma di questo esemplare, e di altri presenti nel museo, è nettamente ispirata alle sergentine adottate dai reggimenti francesi al tempo di Luigi XVI, e subito imitate, con la mezzaluna raccolta e pronunziata, e le arricciolature lavorate in piccole teste di volatile.

Bibliografia Boccia L.G. (a cura di)
L’Armeria del Museo Civico medievale di Bologna
Istituto Geografico De Agostini
1991
pp. 165-166

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