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097
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partigiana

097
097
Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

manifattura dell'Italia settentrionale

partigiana

acciaio ,
legno,
seta
cm.
260(a) 10.5(la)
altezza ferro 136
sec. XVI (1500 – 1549)

n. 66

Gorbia in tronco di piramide decagona dalla quale continua sulla lama, a tutta lunghezza, la nervatura mediana. Alla base della lama, sgusciata, si aprono due brevissime alette che mostrano nel profilo inferiore una larga scalinatura. In corrispondenza dell'estremità inferiore della gorbia è fissata una nappa moderna in seta rossa.

La partigiana è un'arme in asta caratterizzata da una lama robusta e in genere non eccessivamente lunga, con due alette compatte che salgono arcuate dallo stacco della gorbia. Il termine è italiano, e risale al XV secolo. Nel caso di partigiane di grandi dimensioni si usa anche l'accrescitivo "partigianone".
La partigiana non appartiene al gruppo delle armi in asta che deriva da attrezzi contadini. E' assai probabile invece che si ricolleghi agli spiedi da caccia ad alette. A differenza delle partigiane in questi ultimi le alette erano però separate dalla lama (che spiccava all'estremità della gorbia stessa) e servivano ad opporsi all'inferrarsi dell'animale.
La partigiana, utilizzata dalle guardie di palazzo per perforare e tagliare, è ancora in uso presso le Guardie svizzere.

Bibliografia Troso M.
Le armi in asta delle fanterie europee 1000-1500 con uno studio esemplificativo delle coeve tattiche di combattimento e tecniche di impiego e una trattazione dettagliata su roncole ronche ronconi
Novara
Istituto Geografico De Agostini
1988
p. 109

Bibliografia Boccia L.G. (a cura di)
L’Armeria del Museo Civico medievale di Bologna
Istituto Geografico De Agostini
1991
pp. 157-158

Bibliografia Balzani R./ Masini S./ Rotasso G.
L’antico valore Genti e terre di Romagna dalle Compagnie di Ventura al Risorgimento
Bologna
Nuova Alfa Editoriale
1993
p. 229

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