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059
059

alabarda

059
059
Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

manifattura veneta

alabarda

acciaio ,
legno,
cotone ,
velluto
cm.
203(a) 30(la)
altezza ferro 79
sec. XVII (1600 – 1610)

n. 17

Gorbia in tronco di piramide rettangola raccordata al ferro con scalinature modellate, prolungata nelle patte laterali e nelle bandelle. Scure fortemente lunata, con denti dorsali sagomati assai sporgenti, messa a giorno da larghe sforature a volute. Becco di falco con cuspidi dorsali e di gola, analogamente messo a giorno. Il ferro prosegue a sezione rettangola scantucciata fin sotto il nodo, che doveva ospitare una lanterna, oltre il quale spicca la cuspide a lama in sezione esagona variabile, messa a giorno in mezzeria da due fessure longitudinali alternate a fori.
Nappa color cremisi non originale e frammenti di tessuto lungo l'asta.

Agli inizi del XVII secolo l'alabarda era in pratica ridotta ad un'arme da trabanti o guardie di rappresentanza, e come arme da guerra sarebbe definitivamente scomparsa intorno al 1620. In questo periodo si ebbero, specie nel Veneto, forme caratterizzate da grandi sforature, già presentatesi allo scadere del Cinquecento ma ora più alla moda. L'esemplare all'esame mostra bene questi moduli decorativi vuoto-pieno e inoltre reca un nodo la cui forma suggerisce l'originaria presenza di una lanterna. Può quindi essere accostato allo stesso gruppo a cui appartengono anche le alabarde di cui alle schede n° 00000051 e 00000054.

Bibliografia Boccia L.G. (a cura di)
L’Armeria del Museo Civico medievale di Bologna
Istituto Geografico De Agostini
1991
p. 165

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