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alabarda

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Corso della Repubblica, 72 – Forlì (FC)

manifattura veneta

alabarda

argento/ sbalzo/ cesellatura/ incisione,
legno
cm.
221(a) 28.5(la)
altezza ferro 61
sec. XVII (1600 – 1610)

n. 13

Gorbia in tronco di piramide a sezione rettangola, raccordata al ferro con scalinature modellate, prolungata nelle parti laterali e nelle bandelle oggi spezzate. Scure fortemente lunata, con denti dorsali sagomati assai sporgenti, messa a giorno da larghe sforature sagomate a volute. Becco di falco con cuspidi dorsali e di gola, analogamente messo a giorno. Il ferro prosegue fin sotto il nodo, costituito da una lanterna di sei pezzi decorata su ogni anello da mascheroni sbalzati.
La cuspide, a lama, è messa a giorno in mezzeria da due fessure longitudinali alternate a fori. Tutta la superficie del ferro presenta decorazioni incise che riproducono motivi geometrici, fasce oblique, rosoni e gigli stilizzati.

L'alabarda appartiene ad una vastissima famiglia nella quale compaiono, come elemento distintivo, accanto alle sforature, medaglioni di ottone o rame gettato e ritoccato ornati di teste con caschetti, o di mascheroni o musacchini di leone, applicati a rapporto su scure e becco. Inoltre, presentano allo stacco della lama una "lanterna" sbalzata a maschere. Terminano sempre con una lama, talora sforata lungo la mezzeria. Il gruppo più numeroso di queste alabarde è, in Italia, conservato al museo Stibbert di Firenze.

Bibliografia Boccia L.G. (a cura di)
L’Armeria del Museo Civico medievale di Bologna
Istituto Geografico De Agostini
1991
p. 165

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