Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

686
686
686a
686a
686b
686b
686c
686c
686d
686d

violino

686
686
686a
686a
686b
686b
686c
686c
686d
686d
Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

Paganini Luigi

1838/ 1914

violino

legno di acero ,
legno di abete ,
legno di ebano ,
legno di palissandro
mm
596(lu)
lunghezza del fondo 365//larghezza massima superiore del fondo 172 (+301)//larghezza minima nelle CC del fondo 113 (+208)//larghezza massima inferiore del fondo 219 (+75)//lunghezza della tavola 363//altezza delle fasce al tassello del manico 29//altezza
sec. XIX (1897 – 1897)

n. 686

Il fondo è in due pezzi di acero con marezzatura media regolare non troppo marcata, leggermente discendente dalla giunta. Le fasce sono del medesimo legno, la testa ha una marezzatura più fitta. La tavola è in due pezzi di abete a venatura fine che si allarga verso i bordi. Gli anelli annuali sono abbastanza marcati. La sguscia del bordo e in particolare delle punte è abbastanza pronunciata, la sguscia delle palette delle ff è assente. Le ff non sono annerite lungo il bordo interno. Il filetto è inserito con qualche irregolarità, specie sulla tavola. La chiocciola è mediamente scavata con bordi arrotondati, così come le guance della cassetta dei piroli. I tasselli interni e le controfasce sono in abete. La tastiera è di ebano. La cordiera, di ebano, è moderna. I piroli sono di palissandro e di fattura diversa. Il bottone della cordiera è di ebano. La vernice è di colore arancio, danni si notano sulla fascia superiore destra. Sulla vernice è stata successivamente spalmato uno strato di un olio non siccativo.

Questo strumento è citato nel manifesto della "Mostra di alcuni strumenti della collezione Paganini", pervenuta per lascito all'Ente Orfanotrofi di Forlì al numero 11. La provenienza è diretta per lascito di Alba Paganini.
Luigi Paganini (Faenza, 1838 – Forlì 1914), secondo i biografi iniziò a lavorare dodicenne nelle cantine del palazzo del conte Gessi a Faenza. Incoraggiato dal conte fu a bottega per qualche tempo dal liutaio Lucarini di Faenza. Si guadagnò da vivere costruendo pipe di radica, attività che anche il figlio Giuseppe Secondo continuò con il padre per qualche tempo. Luigi Paganini fu sostanzialmente autodidatta e sopravvisse alla morta dei figli maschi. Fu attivo fino alla fine come liutaio. I suoi strumenti sono di buona fattura, anche se inferiori a quelli del figlio Giuseppe Secondo.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a stampa
Trascrizione: ALOIS DOMINICUS MARIA PAGANINI/ FECIT FOROLIVJI AN. 1897

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Luigi
Posizione: sotto il bottone di attacco della cordiera
Descrizione: L. PAGANINI racchiuso in un rettangolo

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Luigi
Posizione: sul fondo
Descrizione: L. PAGANINI racchiuso in un rettangolo

Altre opere in Museo Romagnolo del Teatro (665)
Altre opere di Paganini Luigi (2)
Altre opere simili del sec. XIX (10)
PatER