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violino

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Corso Garibaldi, 96 – Forlì (FC)

violino

legno di acero ,
legno di abete ,
legno di ebano
mm
596(lu)
lunghezza del fondo 362//larghezza massima superiore del fondo 170,5 (+293)//larghezza minima nelle CC del fondo 114 (+201)//larghezza massima inferiore del fondo 208,5 (+79)//lunghezza della tavola 362,5//altezza delle fasce al tassello del manico 32//al
sec. XIX (1887 – 1887)

n. 680

Il fondo è in due pezzi di acero con marezzatura medio/fine regolare abbastanza marcata, perpendicolare alla giunta. Le fasce sono del medesimo legno. La tavola è in due pezzi di abete a venatura larga e regolare con tracce di maschiatura. Gli anelli annuali sono marcati con la parte invernale stretta. La testa è in acero con marezzatura larga e poco evidente. La chiocciola è poco scavata con bordi arrotondati, così come le guance della cassetta dei piroli. Il filetto, molto largo, ha il bianco in acero e specie nelle punte superiori della tavola ha qualche incertezza nella giunzione. I tasselli interni e le controfasce sono in abete. La tastiera è di ebano, alleggerita inferiormente dalla parte degli acuti. La cordiera è di ebano. I piroli sono di legno tinto. Il bottone della cordiera è di ebano. La vernice è di colore bruno, successivamente spalmata di un olio non siccativo; la vernice è quasi assente nella parte centrale del fondo, che ha alcune macchie scure. Il fondo è in parte scollato.

Strumento di mano incerta, piuttosto anonimo nell'esecuzione. Si tratta dello strumento citato nel manifesto della "Mostra di alcuni strumenti della collezione Paganini", pervenuta per lascito all'Ente Orfanotrofi di Forlì al punto 5. La provenienza è diretta per lascito di Alba Paganini. Stupisce comunque la semplicità di questo strumento, ancora lontano dallo stile di Giuseppe Secondo. Bisogna comunque considerare che lo strumento, secondo la data, venne costruito all'età di 17 anni, dunque in pieno periodo di formazione. Questa potrebbe anche essere una delle ragioni per cui lo strumento non venne commercializzato, ma restò nella collezione di famiglia.
Un possibile riferimento bibliografico lo si trova in un articolo di Anna Maria Mambelli Gavelli, apparso nella rivista "La piê" n. 6 del Novembre 1980. Questo articolo, dalle abbondanti coloriture romantiche, narra di un primo violino costruito da Giuseppe Secondo nel 1885 a quindici anni, a 17 anni Giuseppe secondo poteva dunque già essere in attività. L'articolo riprende quanto scritto da G. Strocchi in "Bibliografia dei quindici liutai romagnoli contemporanei", Cotignola 1913. Questa fonte potrebbe essere diretta in quanto il libro appare l'anno della morte di Giuseppe Secondo.
Giuseppe Secondo Paganini (Forl' 1870-1913), figlio di Luigi Paganini, imparò quasi da autodidatta imitando il padre. La sua vera attività di liutaio inizia nel 1890. Nel 1899 costruì il famoso quartetto, su incarico del tenore Ettore Masini, lo stesso quartetto che figura oggi in museo e già citato da Vannes. Partecipò alla Mostra Internazionale di Torino, ottenendo una medaglia di bronzo. L'anno successivo partecipò alle grandi esposizioni di Nizza, Gand, Monaco di Baviera, Tolone e Marsiglia. Verso il 1900 gli fu affidata la direzione della liuteria Fischer di Londra, dove però si fermò per poco tempo, forse per le conseguenze della perdita della moglie avvenuta nel 1899. Nel 1902 si trasferì a Firenze, dove lavorò per dieci anni. Morì nel 1913 a 43 anni, lasciando una produzione limitata di strumenti.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: stampatello maiuscolo
Tecnica di scrittura: a stampa
Trascrizione: JOSEPH SE.dus PAGANINI F/ ALOISIUS FECIT FOROLIVIJ AN 1887

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: a fuoco sotto la tastiera
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

Tipologia: marchio
Identificazione: Paganini Giuseppe Secondo
Posizione: a fuoco sotto il bottone di attacco della cordiera
Descrizione: G.S.P. racchiuso in un rettangolo

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