
Il nucleo è composto dalla collezione Canepa costituita da materiali etnografici archeologici raccolti negli anni '60 di questo secolo dal sig. Ugo Canepa che l'ha donata al Museo nel 1995.
Abbigliamento; suppellettili della vita quotidiana, del mondo dell’infanzia, del culto dei morti; oggetti testimonianti la presenza missionaria dei Gesuiti; avori (dalla spilla, alla pagoda, alle sfere concentriche, dette “di Canton”); porcellane giapponesi Satsuma.
UGO CANEPA
Collezionista dei nostri tempi
Ugo Canepa (1915-2004) fu un appassionato cultore di bellezze artistiche, poco importante era per lui la provenienza o l’epoca d’appartenenza. Nato a Biella, svolse per tutta la vita l’attività di imprenditore, grazie alla quale ebbe modo di raggiungere quel benessere economico che gli garantì poi la possibilità di girare tutto il mondo.
Fu solo dopo la Seconda Guerra Mondiale che mise a frutto gli studi tecnici. Nel 1953 incominciò la sua attività di costruttore, concentrata nella sua zona d’origine – la sua impresa edificò oltre novecento alloggi. Impegnò quindi parte della sua fortuna economica nell’organizzazione di viaggi, dapprima, negli anni Sessanta, verso il Sud America. Perù ed Equador furono le sue prime mete. Successivamente si recò anche nel continente asiatico, in Sri Lanka, in Tailandia e in India, ma la lista dei paesi che visitò è assai più lunga. In merito ai suoi viaggi scrisse, nel 1997, in occasione della mostra ‘Avori e tessuti d’Oriente dalla collezione Canepa’ organizzata dal Kiwanis Club di Biella: ‘Ho percorso il mondo spinto dal desiderio di conoscere, non ho mai cercato l’avventura, ho sempre cercato invece la cultura…Ho sempre provato gioia nel conoscere la vita e le opere dell’uomo in tutti i loro aspetti, specchio di civiltà che hanno concorso a creare la nostra.’
Le sue limitate conoscenze in ambito artistico e culturale gli impedirono di compiere acquisti significativi mentre viaggiava, tuttavia il ricordo delle meraviglie osservate gli permise di effettuare importanti acquisizioni tramite antiquari e commercianti italiani, che, venuti a conoscenza della sua passione, spesso si presentarono alla sua porta con pregiati reperti. Il criterio con cui Canepa sceglieva le opere da inserire nella sua collezione – complessivamente si tratta di migliaia di pezzi – era totalmente legato all’attrattiva e al fascino che esse esercitavano sul costruttore. Ricorda la sorella Lea le parole che era solito dire il fratello Ugo: ‘Le cose belle dovrebbero essere conosciute in tutto il mondo.’
L’idea di proporre a un pubblico più vasto le sue raccolte avrebbe dovuto concretizzarsi, nelle intenzioni di Canepa, proprio nella sua città natale, Biella, ma, nonostante i suoi molti sforzi – l’imprenditore comprò addirittura una villa che avrebbe potuto accogliere l’esposizione della sua ricca collezione – la sua volontà non si realizzò in Piemonte. Fu invece il Museo delle Culture Extraeuropee ‘Dinz Rialto’ di Rimini, oggi Museo degli Sguardi, insieme all’Istituto per i Beni Artistici e Culturali dell’Emilia-Romagna, a tradurre in realtà i sogni del costruttore a pochi mesi dalla sua improvvisa scomparsa.
(note biografiche a cura di Luca Villa)
America Asia
Altre informazioniAree culturaliArea mesoamericana, area intermedia, area andina. Cina, Giappone. Culture Nazca, Inca, Jama-Coaque, Moche, Chimù, cinese, giapponese.
Altre informazioniCompilatoreLodesani R. Basso S.
Via delle Grazie, 12