
1650/ 1718
globo celeste
n. 302226
Il globo celeste presenta un magnifico impianto pittorico con l'illustrazione delle costellazioni e dei segni zodiacali nello spirito della millenaria tradizione astronomica, fino alle più rivoluzionarie scoperte del '600.
Le vicende dei due mappamondi di Coronelli presenti nella Biblioteca Classense sono ben riassunte dalle note di Fiandrini che di seguito si riportano: "…nell'anno poi 1692 il conte Girolamo Rota, essendo Capo di Magistrato, unì insieme una Libreria ad uso pubblico, e la fece collocare in alcune Camere, presso le scale del Palazzo Senatorio. Per questa illustre Opera, diedero mano al medesimo il Canonico Pietro Giacomo Arigoni, il paroco d: Franc.o Negri d: Francesco Butrighelli, e Giulio Zavona. Essa fu poi accresciuta, ed ampliata successivamente da altri, e principalmente dal celebre P: Vincenzo Coronelli generale de Francescani Conventuali, e Geografo della Repubblica di Venezia, il quale mandò in dono alla medesima tutte le sue Opere, e due bellissime, e grandi sfere, o sia mappamondi terrestre uno, e celeste l'altro, che dalla Comunità furono poscia venduti all'Abbazia di S. Vitale alla metà circa del secolo 18°, ove vedonsi presentemente elegantemente ornati in quella copiosa Biblioteca…" (B. Fiandrini, Annali Ravennati, 1794, t. 2, p. 97).
I mappamondi, in seguito alla soppressione degli ordini monastici in epoca napoleonica, vennero trasportati all'interno del monastero di Classe, poi Biblioteca Classense.
Oggi sono visibili e apprezzabili grazie al restauro, effettuato dalla ditta Cepac di Forlì nel 1993 a cura della Soprintendenza per i beni librari della Regione Emilia Romagna.
Il globo celeste del 1692 (costruito nei due anni precedenti), ebbe origine dalle lastre incise dal Nolin su disegni del Devouez ricavati dai disegni eseguiti per i grandi globi di Luigi XIV. Sappiamo che Nolin non consegnò mai il lavoro finito a Coronelli, che ne utilizzò però le bozze; rispetto all'edizione del Nolin il lavoro risultò più completo con reticolato basato sull'ellittica oltre che sull'equatore celeste, una maggior quantità di comete, una numerazione delle stelle che avrebbe dovuto coincidere con un catalogo delle stelle in preparazione. Ma la caratteristica principale del globo del 1692 è di essere un globo concavo, anziché convesso, da vedersi quindi dall'interno come un moderno planetario.
Geografo, cartografo, inventore, editore, il frate veneziano Vincenzo Coronelli può essere considerato uno dei più famosi costruttori di globi del XVII secolo. Strumenti scientifici e macchine favolose, i suoi globi, generalmente in coppia (celeste e terrestre), ornarono le biblioteche di monasteri (come i due esemplari esaminati qui e nella scheda nctn 00000202), di studiosi, di principi e di sovrani. Famosi quelli realizzati nel 1683 per il Re Sole, Luigi XIV, destinati alla Reggia di Versailles, divenuti presto oggetto di curiosità come i più grandi costruiti fino ad allora.
Padre Vincenzo Coronelli visse principalmente nella città lagunare, presso il Convento di Santa Maria Gloriosa dei Frari, dove fondò l'Accademia degli Argonauti, considerata la più antica società geografica del mondo.
Instancabile poligrafo ed editore, pubblicò nel 1690 l'Atlante Veneto (comprendente il famoso Libro dei globi), considerato il primo atlante italiano.
Collaterale alla produzione cartografica, quella di enciclopedista, che lo vede ideatore della prima enciclopedia, purtroppo incompiuta, concepita secondo le moderne strutture.
Il prestigio acquisito negli anni dal Coronelli fu tale da essere nominato Cosmografo Ufficiale della Repubblica della Serenissima, fino alla sua morte.
Bibliografia
Fiandrini B.
Annali ravennati dalla fondazione della città sino alla fine del secolo XVIII
Ravenna
1796
t. 2, p. 97