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Stireria

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Via di Roma, 13 – Ravenna (RA)

Romiti Sergio

1928/ 1999

dipinto

carta telata/ pittura a olio
cm.
50(a) 70(la)
sec. XX (1956 – 1956)

n. 0285

Nato a Bologna nel 1928, Romiti cominciò a dipingere alla fine degli anni Quaranta quando espose, ventunenne, in compagnia di Sergio Vacchi e Duilio Barnabè in una collettiva alla Galleria del Secolo di Roma. Sono questi gli anni delle Macellerie, a olio e su carta, certa eredità picassiana, diffusissima allora, nelle forme e nei colori.
Ben presto la sua arte si evolve seguendo il sottile filo conduttore di una progressiva scarnificazione dell'oggetto, in un processo continuo e quasi ossessivo di interiorizzazione. Nel 1952 Francesco Arcangeli riconobbe come Romiti si rivelasse uno dei pochi ad aver -inteso non indegnamente, come intimo esempio di moralità, la meditazione di Morandi. Emerge sempre di più il rapporto conflittuale con il colore, cercato e poi negato, riportato sulla superficie con tratti svelti e graffiati, alternati da vaste campiture di pasta pittorica che donano spessore fisico ai dipinti. Particolare importanza riveste, nell'ambito del suo lavoro, la produzione grafica dell'artista: disegni a matita su carta realizzati durante le periodiche fasi di abbandono della pittura, lavori gelosamente custoditi e raramente esposti per volontà dell'artista stesso. Pittore concentrato, solitario, travolto da un intento d'arte e da un'idealità troppo alte e irraggiungibili, si rivela una delle voci della pittura italiana del Novecento tra le più sapienti e sottili, silenziosa e schiva, e per questo più ardua da collocare nella storia dell'arte ufficiale. Romiti muore a Bologna nel 1999.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Sergio Romiti

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