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Il gioco della metamorfosi

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Via di Roma, 13 – Ravenna (RA)

Nanni Mario

1922/ 2019

trittico dipinto

carte topografiche su tavola/ tecnica mista
cm.
altezza una tavola 55//larghezza una tavola 75
sec. XXI (2003 – 2003)

n. 0270

Mario Nanni nato a Castellina in Chianti (Siena) nel 1922, vive e lavora a Bologna. La sua poetica si delinea chiaramente negli anni Cinquanta, quando si rivela fra i protagonisti della stagione informale della pittura italiana. Di questi anni sono le prime esposizioni di rilievo, come la partecipazione a "14+2" a Bologna e la personale a Milano al Salone dell'Annunciata nel 1960. Con opere del periodo informale e post-informale sarà invitato, nel 1983, a "L'Informale in Italia" alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna.
Nel 1963, è invitato alla mostra itinerante in Spagna "Giovani pittori italiani", curata da Francesco Arcangeli. Già in questi anni evidenzia i punti salienti della sua poetica, quell'attenzione ai temi dello spazio, della materia e del gesto, che lo porteranno presto a una particolare rielaborazione di alcune tematiche metafisiche e futuriste. Con lavori di questo periodo, nel 1962, partecipa a "Nuove prospettive della pittura italiana" al Museo Civico di Bologna.
Nella metà degli anni Sessanta, realizza macchine tridimensionali dal sapore insieme ludico, costruttivo e ironico che saranno esposte, oltre che in mostre personali, alla "VII Biennale Internazionale del Mediterraneo" ad Alessandria d'Egitto nel 1968 e a Londra nel 1982 alla Hayward Gallery, nella mostra "Arte italiana 1960-1982". Nel corso del tempo si confronta con interventi ambientali in sintonia con le più interessanti esperienze di coinvolgimento spaziale; negli anni Sessanta realizza alla Galleria Apollinaire di Milano i "Giochi del malessere".
Del 1970 sono gli interventi realizzati a Bologna per "Gennaio 70" a cura di R. Barilli, M. Calvesi e T. Trini e a Montepulciano per "Amore mio", a cura di A. Bonito Oliva. Nel 1971-72, la sua ricerca sullo spazio-ambiente continua con il ciclo "Geografie dell'attenzione" che sarà esposto, fra l'altro, a Ferrara al Palazzo dei Diamanti, a Milano alla Rotonda della Besana nella mostra "Testuale" curata da L. Caramel e F. Caroli. Segue la serie "Mitico computer" presente, fra l'altro, nel 1978, a "Metafisica del quotidiano" alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna nella sezione 'Segno-labirinto', curata da M. Vescovo.
Del 1978-79, sono le "Segmentazioni", dove i segni-percorso, che prima invadevano lo spazio, tendono a rimarginarsi, a riassorbirsi su assi e tavole di legno in una concentrazione 'dispersa' in segni minimi. All'inizio degli anni Ottanta, le Stratificazioni, grandi pilastri su cui la pittura non si è posata ma affiora da un centro magmatico, segnano una nuova tappa nel lavoro dell'artista la cui ricerca tende, ancora una volta, a svolgere le possibilità tridimensionali della pittura. Queste vengono presentate in una sala personale alla Biennale di Venezia, nel 1984 e l'anno successivo, nell'antologica dedicatagli dalla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, presentata da F. Caroli.
Partecipa, inoltre, a: "Generazioni anni Venti" a cura di G. Di Genova (Rieti, 1981), Quadriennale d'Arte (Roma, 1986), "Rivivi la tua città" a cura di G. Bonomi (Perugia, 1987), "Aspetti dell'arte italiana dopo l'informale" a cura di C. Spadoni, tenutasi a Imola (Bologna), nel 1988, Pinacoteca Civica di Pieve di Cento, curata da C. Cerritelli, tenutasi a Pieve di Cento (Ferrara), nel 1991. Allestisce sue antologiche a: Pinacoteca Civica di Modena (Modena, 1994), curata da W. Guadagnini, Stanze. Il segno della materia nello spazio alla Loggetta Lombardesca (Ravenna, 1997) alla Rocca dei Bentivoglio (Bazzano (Bologna), 1997), curata da S. Pegoraro.
Ha esposto anche a Vienna, Lubiana, Zagabria, Madrid, Kharcov, Alessandria d'Egitto, Barcellona, Parigi, Tokyo, Londra, Tolosa, San Paolo del Brasile, New York.
Nel 1996 partecipa alla mostra "Della leggerezza. Dipinti, sculture, installazioni", curata da N. Micieli.
Nel 1997 è invitato alla Triennale di Bologna, "Linee della ricerca artistica, 1965-1995. Bologna", curata da R. Pasini e partecipa alla mostra "Universarte" realizzata nel complesso monumentale di San Giovanni in Monte e curata da V. Coen e V. Dehò.
Nel 1998 partecipa alla mostra "Paesaggio del non luogo", curata da N. Micieli e allestita presso le Logge di Palazzo Pretorio (Volterra).
L'anno seguente, nel 1999, prende parte alla mostra allestita presso l'Aula Magna Santa Lucia dell'Università degli Studi di Bologna, "Sei pale d'altare", a cura di V. Coen.
Il 15 aprile 2000, gli viene assegnato il Premio Internazionale G. Marconi per la pittura; in tale occasione realizza una grande installazione.
Nel maggio 2000, realizza una scultura di sette metri per la Fondazione Martani (Ca' la Ghironda). Contemporaneamente, pubblica un libro (Advento edizioni) nel quale raccoglie fotografie, scattate durante questa realizzazione, che testimoniano il processo creativo che dal progetto porta alla scultura. Ne "I giochi della metamorfosi", ciclo d'installazioni che Nanni compie dal 2004 ad oggi, egli amplia le "Geografie dell'attenzione" a sguardi universali, spostando il punto di vista nel tentativo di rileggere e superare il rapporto sublime e romantico tra l'uomo e il cosmo alla luce della tecnologia spaziale, che ha squarciato le prospettive dell'uomo verso l'universo, e della ricerca fisica sui neutrini e l'armonia cosmica; e il suo lavoro culmina, attualmente, nella sintesi perfetta della scultura, dal titolo di sapore calviniano, "La città errante" dove Nanni, recuperando ancora una volta un elemento dal passato, l'ingranaggio ad orologio per le "Componenti variabili", crea una nuova metafora del pianeta, del luogo in cui s'interseca un'umanità nomade e globalizzata la cui energia, vorticosa, orizzontale e costellata da simboli, è proiettata verso il sistema solare e la scoperta di nuovi mondi, o verso un'inquietante esplosione della stella nebulosa.

Altre informazioni

Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Nanni
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a pennello
Trascrizione: Nanni

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