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Ritratto

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Via di Roma, 13 – Ravenna (RA)

Palmezzano Marco

1455-1463/ 1539

dipinto

tavola/ pittura a tempera
cm.
28(a) 20.2(la)
sec. XV (1490 – 1499)

n. 26

La tavoletta è stata segata ai lati, come indicano i margini slabbrati. Le cadute di colore hanno alterato in particolare la consistenza plastica dell'abito, il lato destro del volto e la mano. L'aureola in alto è stata reintegrata e forse è un'aggiunta posteriore. L'opera è stata restaurata da Venceslao Bigoni nel 1897 e di nuovo nel 1947 dal De Carolis. E' entrata in Pinacoteca nel 1829 dal soppresso Museo Camaldolese di Classe.
La tradizionale interpretazione del soggetto come un Santo martire si scontra con la peculiare iconografia della palma che non ha riscontro in nessuna altra opera del Palmezzano per la resa fortemente stilizzata e soprattutto per la presenza delle bacche rosse che l'assimilano piuttosto ad un simbolo araldico di sapore aulico cortese. UIna palma fiorita simile si trova ad esempio nell'emblema di Galeotto Manfredi, signore di Faenza. In più la fisionomia è abbastanza caratterizzata e anche l'abito denota una concessione alla moda del tempo. Potrebbe quindi trattarsi del Ritratto di un giovane gentiluomo.
La tavoletta è stata attribuita al Palmezzano dal Ricci (1898) e dal Berenson (1932). Diversamente attribuita a scuola ferrarese, è stato poi riattribuito al Palmezzano dal Martini (1959) che datava l'opera agli anni 1520-30. L'opera è però ascrivibile, per i caratteri costruttivi rigorosi e la salda gravità che rimanda direttamente alla lezione di Melozzo e per la foggia quattrocentesca dell'abito attillato e dal breve e rigido colletto, a una data più precoce. Ma soprattutto nella figurazione del ritratto è determinante l'influsso veneto belliniano. Tali caratteri rimandano ai modelli di Giovanni Bellini come la Maddalena della Pala di Pesaro (Roma, Pinacoteca Vaticana), un testo più volte meditato e ripreso dal Palmezzano. Significativo è inoltre il confronto con il San Giovannino nella Madonna col Bambino del Museo Civico di Padova, databile al soggiorno del Palmezzano a Venezia poco prima del 1495. Tutto questo induce a datare il ritratto entro gli anni '90 del '400. L'interpretazione tradizionale come Santo Martire ha fatto pensare che la tavoletta fosse parte di una pala d'altare; il fondo scuro tuttavia esclude che fosse una figura centrale. Le difficoltà iconografiche accennate rendono tuttavia difficile l'identificazione del giovane con un Santo.

Bibliografia Pinacoteca Comunale di Ravenna. Opere dal XIV al XVIII secolo.
Ravenna
Essegi
1988
p. 122, n. 133

Bibliografia Ceroni N.
Pinacoteca Comunale di Ravenna
Roma
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
1993
p. 21

Bibliografia Ceroni N. (a cura di)
Pinacoteca Comunale di Ravenna. Museo d’Arte della Città. La collezione Antica
Ravenna
Longo
2001
pp. 49-53

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