
ambito romagnolo
statua
n. 302214
Lorenzo Fusconi è rappresentato in età senile, con il viso tondeggiante segnato da rughe e con cranio calvo alla sommità.
Il busto raffigurante lo scrittore Lorenzo Fusconi ad oggi non ha paternità, così come mancano dati documentari sul momento della sua realizzazione e sulla sua originaria collocazione. La scultura di piccole dimensioni è stata modellata da un artista di ambito romagnolo dalla mano non particolarmente felice, anche se la resa fisionomica del personaggio appare discreta. L'aspetto odierno è in parte inficiato da un verniciatura biancastra che mortifica il modellato in più punti.
Lorenzo Fusconi, nato nel 1726 a Ravenna vestì l'abito francescano presso i minori conventuali della sua città nel 1741, e dopo aver studiato filosofia a Cremona e a Bologna e teologia a Ferrara, nel 1748 entrò nel collegio di San Bonaventura presso il convento dei Santi Apostoli a Roma, dove ottenne la Laurea Dottorale a seguito di una pubblica Difesa di Teologia. Dopo essere stato lettore di filosofia a Bologna 1751 passò alla reggenza di teologia in Ferrara nel 1756, e tre anni più tardi passò a reggere il Collegio di Bologna. Nel 1763, compiuto il corso delle sue lettere, fu fatto Padre di Provincia, o Definitore perpetuo. Pier Paolo Ginanni (1769, p. 273), ha redatto delle note biografiche di Fusconi per sottolinearne la grande versatilità: "Ciò che per altro si dee in questo degno Religioso commendare, si è, che quantunque occupato nell'insegnare la Filosofia, e S. Teologia ha saputo ritrovare il tempo per attendere alle belle lettere, onde è riuscito non meno un dotto Filosofo, e Teologo, che un eccellente Oratore e Poeta, e perciò non solamente nei pulpiti si è fatto ammirare, ma ancora nelle più celebri Accademie d'italia, le quali a gara l'hanno aggregato alle loro dotte Adunanze, ed egli non ha mancato di corrispondere colle sue Poetiche composizioni, le quali se tutte si unissero sì le stampate, come le inedite, richiederebbero molti e molti tomi". Stupisce la considerazione in cui era tenuto il personaggio ai suoi tempi, anche perché oggi è pressoché dimenticato: le Accademie che vollero onorarlo accogliendolo fra i loro membri sono svariate: l'Arcadia di Roma, della quale Fusconi fece parte con il nome di Labisco Teradonio, gli Infecondi di Roma, gli Informi di Ravenna, gli Innestricati, i Nuper e gli Infiammati di Bologna, gli Intrepidi di Ferrara, i Filoponi di Faenza, gli Icneutici di Forlì, gli Ipocondriaci di Reggio, i Rinascenti della Mirandola, i Rinvigoriti di Cento, i Teopneusti di Correggio, gli Agiati di Rovereto, i Cavalieri di Corinna Olimpica Pastorella d'Arcadia di Siena, gli Ardenti di Bologna, gli Umbri di Foligno, gli Offuscati e i Riformati di Cesena. Fusconi fu inoltre socio della Repubblica Letteraria degli Umbri e della Società Letteraria Ravennae.
Fusconi compose anche numerose opere letterarie suddivise in "Prose stampate" (con tre titoli), "Prose inedite. Panegirici" (con 12 titoli), "Composizioni poetiche stampate" (con 38 titoli). Altre opere in versi del poeta, come ricorda sempre Ginanni, ai tempi dello scrittore si custodivano nella Libreria di San Francesco in Ravenna.
Nel 1764 il Fusconi compì il proprio ministero apostolico nella città di Pescia "con tanta lode, che per far conoscere l'universale gradimento il Medico Mei Orsucci a lui dedicò la Mappa della Città e Diocesi".
Per ulteriori informazioni sul personaggio si rinvia a: Andrea Mazza, Lettera agli Autori della Gazzetta Letteraria d'Europa alla p. 19; Lami, Novelle Fiorentine, tomo 17, col. 232. Primo Uccellini nel Dizionario storico di Ravenna (1855) ne pubblicò una nota biografica.
Infine, molte lettere e documenti del Fusconi sono conservati nel Fondo Piancastelli della Biblioteca Comunale di Forlì.
Bibliografia
Viroli G.
Quadreria Classense. Dipinti e sculture dal XV al XIX secolo nella Fabbrica Classense di Ravenna
Ravenna
Longo Editore
1993
pp. 241-243