Cerca nel catalogo PatER

location_on

Ricerca avanzata

029
029

Ritorno dalla caccia con figura di donna a cavallo, valletto con falco, assistente con cacciagione, cani

029
029
via Baccarini, 3 – Ravenna (RA)

Resani Arcangelo

1668 ca./ 1740

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
254(a) 292(la)
sec. XVIII (1736 – 1736)

n. 302099

Una donna a cavallo accompagnata da un valletto con falco a sinistra; a destra è un assistente con cacciagione; nella scena sono presenti anche alcuni cani ed un cinghiale.

L'opera, come l'altra raffigurante un "Cavallo bianco volto a sinistra e montone di fronte a lui" (cfr. nctn: 00000025), proviene dalla collezione di venti dipinti della famiglia Spreti – oggi quasi tutta dispersa – che gli ultimi eredi cedettero al Comune di Ravenna nel 1913 (dattiloscritto della Classense: Ravennati Cam B Armadio 5. K5/32). Viroli suppone che questo dipinto, che era in coppia con l'altro già citato, non fosse in origine presso gli Spreti, ma che, anche per le analogie stilistiche col precedente, si trovasse nel Palazzo Apostolico di Ravenna, sede del Cardinale Legato Alberoni. Arcangelo Resani, secondo le ricostruzioni di Antonio Corbara (1965), fu molto impegnato in Romagna, (forse già dal 1701, secondo Viroli, anno in cui realizzò la Crocifissione dei Santi Vitale e Apollinare alla Pinacoteca di Ravenna) nella realizzazione di varie opere fra le quali va annoverata anche la decorazione della cupola della basilica benedettina di Santa Maria foris portam a Faenza, andata purtroppo distrutta nel 1782; Corbara suppone che le quadrature in questa chiesa fossero già state realizzate nel 1725, all'ultimazione della facciata, per cui, a partire da questo importante dato, la ricostruzione del corpus delle opere di Resani in Romagna divenne più semplice: Imola, Bologna, Ferrara registrano la presenza di suoi lavori; la stessa Ravenna ne può vantare svariate, in virtù dei dipinti restituiti da Mazza (cfr. Mazza 1988, pp. 63-66). Si è già accennato nell'altro dipinto alle qualità di Resani, soprattutto come pittore di genere ed in particolare di modelli animalistici: emblematico il suo "Autoritratto" alle Gallerie fiorentine ove è attorniato da animali vivi e morti. Oretti, in un prezioso manoscritto conservato presso l'Archiginnasio di Bologna relativo ai "Pittori Bolognesi" (MS. B 133, tomo XI, cc. 189-90), allorché cita Resani non può non esaltarne le doti di eccellente raffiguratore di animali, stimatissimo anche dai suoi colleghi che non volevano privarsi di un suo lavoro; così è anche per Zanotti che ne parla nella sua "Storia dell'Accademia Clementina" (1739, p. 327) e nel sottolinearne l'appartenenza ci informa che i suoi dipinti sono anche presso famosi pittori quali Cignani, Pasinelli, Mazza ed altri. Nel dipinto in esame è raffigurata un dama a cavallo che protende il braccio verso sinistra come a fornire indicazioni al valletto con falco sul braccio ed al cacciatore che tiene nelle mani una lepre. In primo piano a sinistra è un cinghiale morto. Sullo sfondo appare un enorme vaso istoriato con raffigurazioni a rilievo. Anche per questo dipinto le connessioni con l'opera di Crespi sono evidenti (il cacciatore) anche se non mancano richiami alle opere di artisti quali Cittadini, per gli aspetti paesaggistici, ovvero Giuseppe Gambarini, per la manierata figura femminile e per la lumeggiatura diagonale che conferisce alla scena profondità e movimento. Per l'intreccio dei motteggi garbati Viroli fa ricorso al paragone con il giovane Longhi delle "bambocciate" in cui è maggiormente evidente l'accostamento con Crespi.

Bibliografia Viroli G.
Quadreria Classense. Dipinti e sculture dal XV al XIX secolo nella Fabbrica Classense di Ravenna
Ravenna
Longo Editore
1993
pp. 112-114

Altre opere in Biblioteca Classense (213)
Altre opere di Resani Arcangelo (8)
Altre opere simili del sec. XVIII (1434)
PatER