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Cavallo bianco volto a sinistra e montone di fronte a lui

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via Baccarini, 3 – Ravenna (RA)

Resani Arcangelo

1668 ca./ 1740

dipinto

tela/ pittura a olio
cm.
252(a) 292(la)
sec. XVIII (1736 – 1736)

n. 302098

Il dipinto raffigura un cavallo bianco volto a sinistra con un montone di fronte e uno stalliere (?) in secondo piano. In alto a destra è lo stemma gentilizio della famiglia Alberoni mentre sullo sfondo sono diafane architetture.

L'opera proviene dalla collezione di venti dipinti della famiglia Spreti – oggi quasi tutta dispersa – che gli ultimi eredi cedettero al Comune di Ravenna nel 1913 (dattiloscritto della Classense: Ravennati Cam B Armadio 5. K5/32). Il dipinto, tuttavia non era in origine degli Spreti, come testimonia lo stemma che compare in alto a destra appartenente alla famiglia Alberoni di Piacenza che aveva avuto un suo esimio esponente, Giulio, quale legato di Romagna (M.A. Giannini). Viroli ha letto sul dipinto la data (1736) e la firma che è del pittore di genere romano Arcangelo Resani, allievo del poco noto G.B. Buoncuore (Lanzi) ed esecutore di un altro dipinto che Carlo Volpe ha ritrovato e pubblicato (cfr. Volpe, 1963, pp. 60-61). Come suggeriva lo studioso bolognese Resani aveva senz'altro operato a Roma realizzando dipinti di natura morta secondo la tradizione romana e napoletana, per lo più animali e pastori. Come rileva A. Colombi Ferretti (1989, I, p. 490), l'artista che era anche poeta dilettante, nonché membro di diverse accademie (l'Arcadia e la Clementina di Bologna fra le altre) doveva essere di condizione elevata. Giovan Pietro Zanotti, a lui legato da rapporto di amicizia gli dedica addirittura una biografia e lo utilizza quale fonte privilegiata per informazioni sull'artista romagnolo Cesare Pronti (lettera di Resani in Oretti B 153, c. 60). Pur non essendovi ad oggi sufficiente chiarezza circa la cifra stilistica che contraddistingue l'opera di Resani, si può sostenere che i suoi dipinti sono di ottima fattura, anche quelli più veloci nell'esecuzione come il nostro dove Viroli riscontra, soprattutto nel gioco chiaroscurale, richiami alle scene di mercato di Crespi. Il restauro condotto dal Laboratorio di Arte e Restauro nel 1998 consente di apprezzare l'eccellente pittura, sorprendente per un romano di quel periodo, eccezion fatta naturalmente per il grande Benefial.

Bibliografia Viroli G.
Quadreria Classense. Dipinti e sculture dal XV al XIX secolo nella Fabbrica Classense di Ravenna
Ravenna
Longo Editore
1993
pp. 106-107

Bibliografia Cellini M.
Storie barocche: da Guercino a Serra e Savolini nella Romagna del Seicento.
Bologna
Abacus
2004
pp. 113, 184-185

Altre informazioniStemmi, emblemi e marchi

Tipologia: stemma
Identificazione: Famiglia Alberoni
Posizione: in alto a destra
Descrizione: Albero in campo d'oro sormontato da una stella azzurra.

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