
ambito piacentino
rilievo
n. scultura 9
Ezechiele è vestito con un abito riccamente panneggiato: con una mano regge un cartiglio, su cui è riportato parte di un suo salmo, e con l'altra un lembo del manto. Il viso è caratterizzato da una folta barba e da baffi molto lunghi. Si notano tracce di policromie sugli abiti e sulla capigliatura.
Questa statua del profeta Ezechiele, insieme a quella di Davide, proviene dalla prevostura della cattedrale di Piacenza ed è stata donata a Mons. Bissi dal canonico Marzolini. Precedentemente le due statue si trovavano nella casa del canonicato di Fragno, che dipendeva dalla cattedrale di Piacenza.
Il primo a studiarle fu il Venturi, che le attribuì alle maestranze delle sante e dei profeti, posti sul colmo degli archi della cattedrale di Piacenza.
Il Porter è il primo ad identificare i soggetti come Davide ed Ezechiele. Non accetta l'attribuzione del Venturi per motivi stilistici e nota invece profonde affinità tra i due altorilievi e i profeti del portale del duomo di Verona e con il profeta David del museo di Ancona. Lo stile di queste due opere ricorderebbe per lui le sculture di Chartres e della scultura francese di XII secolo (in particolare per il modo di fare il drappeggio, per la fattura della barba e per le pupille perforate). Questo legame con la scultura francese sarà ripreso successivamente dal Toesca e dal Salvini.
Dagli studi della Krautheimer in poi le statue sono attribuite alla scuola di Piacenza, notando le loro affinità stilistiche con altre sculture attribuite a questa scuola: in particolare le affinità ci sono con due profeti conservati nel duomo di Piacenza e denominati dal Francovich profeta A e profeta B ( per lo studioso è la particolare estensione dei baffi e il modo di fare la barba a permetterci l'attribuzione ad una stessa maestranza di queste sculture.).
Molto dibattuta è stata anche la discussione su dove dovessero essere posti questi profeti nell'architettura del duomo. Francovich sostiene che inizialmente potevano essere addossati a pilastri e colonne, come gli altri due ora conservati in duomo. Diversa è la teoria della Cochetti Pratesi che ipotizza che all'inizio della seconda campagna di lavori nella cattedrale fosse stato ideato un grandioso portale con statue-colonna di gusto francese e che, tralasciata l'impresa in vista o a causa di una nuova interruzione dei lavori, cinque profeti siano stati collocati nella parete meridionale del duomo.
Questa ultima ipotesi è quasi concordemente accettata e sarebbe avvalorata dalle assonanze strettissime tra le iscrizioni dei cartigli e quelle delle formelle delle corporazioni nel duomo. Assonanze si troverebbero anche con le iscrizioni alla base della lunetta del portale di Castell'Arquato e dell'ambone della stessa collegiata. Si troverebbero affinità anche stilistiche tra i nostri due altorilievi e il profeta Isaia della collegiata di Castell'Arquato ( nelle fisionomia dei volti, nei panneggi e nelle rigide posture dei corpi).
Bibliografia
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Storia dell’arte italiana. L’arte romanica
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Bibliografia
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Benedetto Antelami, architetto e scultore e l’arte del suo tempo
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Bibliografia
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Bibliografia
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Bibliografia
Cochetti Pratesi L.
La decorazione plastica della cattedrale di Piacenza
Il duomo di Piacenza : 1122-1972
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1975
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Bibliografia
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Bibliografia
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Worms am Rhein
Wernersche Verlagsgesellschaft
1995
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