Cerca nel catalogo PatER

Ricerca avanzata

Immagine non disponibile

ETNO – Nucleo etnografico: Nucleo D’Albertis – Musei Civici – Palazzo San Francesco

Immagine non disponibile
Via Spallanzani, 1
Reggio Emilia

Fanno parte di questo nucleo: selce scheggiata, un'ascia in basalto, una serie di conchiglie bivalvi forate, usate con tutta probabilità per bardare le reti dei pescatori.
Questi oggetti furono donati da Luigi Maria D’Albertis verso la metà del XIX sec. e trovarono collocazione all’interno della Collezione Paletnologica nella sezione i “Luoghi fuori d’Italia” in applicazione del metodo comparativo avviato da Chierici proprio in quegli anni. Luigi Maria D’Albertis (1841-1901), genovese di nascita e di spirito inquieto e coraggioso, tornato dalla spedizione garibaldina in Sicilia e alla ricerca di nuove e avventurose esperienze che altrove non riusciva a trovare, fu persuaso da Giacomo Doria (fondatore del Museo civico di Storia naturale di Genova) ad imbarcarsi insieme a Odoardo Beccari per la Nuova Guinea. Scopo del viaggio era quello di reperire materiali per l’allestimento del sopraccitato Museo. I due esploratori sbarcati nella costa nord-ovest, non riuscirono inizialmente a penetrare all’interno dell’isola. D’Albertis ci riuscì poco dopo attraversando la catena dei monti Arfak, ma a seguito di febbri violentissime dovette ben presto tornare in Italia per farsi curare (1973). Nel 1975, con lo scopo di esplorare il lato meridionale dell’Isola, tornò in Nuova Guinea. Attraversato lo stretto di Torres il 5 maggio 1975, e venuto a sapere che i missionari inglesi, stabiliti presso la foce del fiume Fly, stavano progettando una spedizione per risalire il corso del fiume, si unì a loro. Dopo questa D’Albertis affronterà altre missioni con lo scopo di approfondire le conoscenze del corso del fiume e soprattutto delle terre interne ancora inesplorate. La seconda spedizione è quella più doviziosa di risultati, riuscirà infatti ad avvicinarsi alla catena montuosa che costituisce da dorsale dell’isola. La mancanza di mezzi costringerà però l’esploratore a tornare alla base. Di ritorno dai vari spostamenti D’Albertis oltre a varie rilevazioni fisiche porta con sé numerosi esemplari di fauna. La terza spedizione a seguito dei guasti del battello, delle malattie che debilitavano l’equipaggio e delle ostilità degli indigeni, lo costrinsero a ritirarsi ed a rientrare in Italia. In patria D’Albertis scriverà un libro di memorie intitolato: Alla Nuova Guinea: ciò che ho veduto e ciò che ho fatto. Questo testo è di notevole importanza visto che costituisce il primo ordinato mezzo scientifico di conoscenza della Nuova Guinea. Dalla Nuova Guinea D’Albertis spedì a Genova casse piene di materiali naturalistici e non. Quasi sicuramente di questi materiali facevano parte anche gli oggetti che costituiscono il nucleo della presente scheda.

Altre informazioniArea di provenienza

Oceania

Altre informazioniAree culturali

Nuova Guinea, bacino del fiume Fly.

Altre informazioniCompilatore

Marcantonelli F.

Dove si trova

Via Spallanzani, 1

PatER