
n. 219174 Album 6 – tav. 5-6P
Il foglio è diviso in due tavole: nel disegno in alto è raffigurata una veduta di campagna e in basso una capanna, come indica la didascalia al verso del disegno precedente (diversamente dall'iscrizione sul passepartout)
L'Album 6 della Biblioteca Comunale di Faenza è oggi conservato in fogli sciolti entro due grandi scatole. Come in altri casi, si tratta di un antico taccuino smembrato, dal momento che i fogli sono delle stesse dimensioni, tranne due. I disegni sono 103 e sono stati realizzati a matita, penna e inchiostro bruno e acquerello grigio e/o bruno. L'Album 6 faceva parte dei 7 Album conservati presso il Museo del Teatro nel Palazzo Comunale di Faenza già dal 1920 e quindi donati al Comune per la Biblioteca nel 1932. Furono sciolti e montati in passepartout nel 1964. Il verso della carta 2 (219171 Album 6 -v) reca la seguente iscrizione: "Questo libbro lo incominciai l'autunno del 1847/ terminato l'autunno 1848 io Tancredi Liverani Fece, contiene/ questo libbro N° 100 Scene e Vedute". Il taccuino è stato attribuito infatti a Tancredi Liverani, figlio di Romolo, da M. Vitali nel 1999 (La Biblioteca Comunale di Faenza…, p. 165). In questo taccuino, "oltre a numerose scene di genere o da riferirsi a drammi e melodrammi specifici sono comprese numerose vedute, prevalentemente di ambiente faentino" (Ibidem). Tancredi Liverani (1837-1888) era stato educato all'arte del disegno e della scenografia dal padre Romolo, celebre scenografo, sin dall'infanzia, tanto che a partire dagli anni '50 potè affiancarlo in commissioni importanti come la decorazione della Casina Rustica di Palazzo Milzetti a Faenza nel 1851. Giovanissimo aderì ai moti risorgimentali partecipando attivamente ai nuclei di azione mazziniana in Romagna. Ebbe anche commissioni autonome: tra il 1869 e il 1870 fu impegnato come scenografo alla Fenice di Venezia. Dopo il 1870 si trasferì con la famiglia a Roma, dove è documentato presso il Teatro Apollo (1876; 1879) e il Teatro Valle (1878). Le sue scene inaugurarono il Teatro Costanzi con la Semiramide di Rossini (1880) e la prima stagione del Teatro Nazionale. Nel 1888 è presente all'Esposizione Italiana a Londra come famoso scenografo dell'opera di Roma, con un grandioso "panorama" del Foro Romano apparso il 7 luglio 1888 sull'Illustrated London News. Muore nell'ottobre dello stesso 1888 (vd. F. Pozzi in Rimini nei disegni dei Liverani, Rimini 2024, pp. 17-31). L'importanza storica, artistica e documentaria dei taccuini di Romolo e Tancredi Liverani è stata ampiamente spiegata da Marcella Vitali e non solo nel campo della scenografia teatrale. Per bellezza, qualità e quantità essi sono documenti unici, straordinari, relativi al patrimonio monumentale e paesaggistico della città e del territorio di Faenza e della Romagna nella prima metà del XIX secolo, prima dei radicali cambiamenti architettonico-urbanistici e paesaggistici delle città romagnole
Bibliografia
Gentilini Anna Rosa (a cura di)
La Biblioteca Comunale di Faenza : la fabbrica e i fondi
Faenza
Studio 88
1999
pp. 162; 165
Bibliografia
Pozzi F.
Pozzi F., Zavatta G., Ravara Montebelli C. (a cura di)
Romolo e Tancredi Liverani, petits touristes a Rimini
Rimini nei disegni dei Liverani (1844-1867)
Rimini
Bookstones
2024
pp. 17-31
Bibliografia
Vitali M. (a cura di)
Romolo Liverani scenografo
Faenza
Fratelli Lega Editori
1990
pp. 48-50