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Veduta del Ponte delle due Torri visto da sotto la torre mediana a Faenza

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Via S. Maria dell’Angelo, 9 – Faenza (RA)
1809/ 1872
disegno
carta/ inchiostro/ acquerello
mm. 267 (a) 195 (la)
XIX (1837 – 1843)

n. 1325

"Ecco un'altra veduta del Ponte delle due Torri presa da sotto l'arco" – ogivale – "della torre di mezzo guardando verso la città. Si vede l'infilata della Porta-Torre, delle prime case di Porta Ponte, del campanile e della chiesa dei Servi di Maria, e, seminascosto, del campanile della piazza.
In questa tavola sono ben visibili i basamenti ovali sistemati dal Pistocchi nel restauro del Ponte eseguito nel 1777, come pure è ben visibile sulla porta della torre la targa in terracotta con l'immagine della B.V. delle Grazie murata su tutte le porte cittadine nell'ottobre del 1837.Sul fianco della torre d'ingresso alla città. addossata a destra, si vede una tettoietta con carrucola che si trovava anche nei pressi di Porta Imolese, credo che servisse ai dazieri per sollevare e controllare dei carichi pesanti, come sacchi, balle, ecc." (Golfieri 1972, n. 40)

Il taccuino 1325 della Pinacoteca di Faenza è tradizionalmente attribuito a Romolo Liverani e, come recita l'iscrizione sul risguardo frontale, contiene novantatrè vedute della città e del territorio di Faenza. Venne regalato dal figlio Tancredi all'amico scultore Gaetano Vitenè e giunse in Pinacoteca nel 1917, come attesta l'inventario storico della Pinacoteca e Museo di Faenza. La cronologia interna al taccuino, legata alle iscrizioni, colloca la sua esecuzione tra il 1837 e post 1843; per Gofieri (1972, n. 15) venne iniziato verso il 1840 e dunque, probabilmente, dopo l'Album 14 (1835-ante 1838) e insieme o dopo l'Album VII della Biblioteca Comunale di Faenza (1829-1842; Vitali 1999, pp. 165-166; Vitali 2021, p. 11), anch'essi dedicati alle vedute della città e dei sobborghi di Faenza. Romolo Liverani, pittore, scenografo e decoratore era cresciuto nell'ambiente dei decoratori post-gianeschi, fra i quali il fratello maggiore Antonio, allievo di Pietro Piani. Ricevette i primi insegnamenti di prospettiva dall'architetto Pietro Tomba, perfezionandosi in seguito a Milano con Alessandro Sanquirico. Antonio e Romolo erano figli di Gaspare, macchinista e custode del teatro di Faenza e dunque crebbero a contatto con il particolare ambiente del teatro. A diciotto anni Romolo era già attivo a Faenza con perfetta conoscenza della tecnica scenografica e uno spiccato gusto romantico. Considerato uno dei migliori scenografi italiani del XIX secolo, fu attivo, prima da solo e in seguito con il figlio Tancredi, inizialmente a Faenza e nei teatri della Romagna (1825-1830), quindi nelle Marche, in Veneto e nei principali teatri d'opera in Italia. A differenza di Antonio, specializzato nella decorazione murale, Romolo, oltre che scenografo, fu anche pittore di paesaggi e vedute che inseriva nelle decorazioni murali, spesso insieme al fratello, o realizzava in piccole tempere su tela destinate ai privati, o ancora disegnava a penna e inchiostro con acquerelli seppia e grigio, con grande scioltezza, nei suoi numerosi e oggi famosi taccuini di disegni. Oltre a documentare visivamente gran parte delle tappe della sua vita professionale, una parte cospicua di essi ritrae aspetti e dettagli pittoreschi e romantici della città e dei sobborghi di Faenza oggi in gran parte perduti, distrutti o modificati, rappresentando dunque una fonte visiva straordinaria, di grande qualità e bellezza, della Faenza ottocentesca.
Il ponte medievale a tre archi, risalente al XIII-XIV secolo, era caratterizzato da due torri merlate, quella sulla sinistra fungeva da porta della città, l'altra era posta sulla pila tra l'arco centrale e quello sulla sponda del borgo Durbecco. Romolo Liverani ha ripreso questo ponte in numerosi disegni e da svariati punti di vista tramandandone, con il suo estro romantico, un'immagine comunque fedele. Il ponte venne distrutto nell'alluvione del 14 settembre 1842. Il foglio deve essere dunque anteriore a questa data. In questo taccuino sono collegate al Ponte medievale le carte: 8, 29, 30, 84, 85, 86.

Bibliografia Vitali M. (a cura di)
Romolo Liverani e Faenza: un album inedito
Faenza
Tipografia Faentina Editrice
2021
pp. 141 p.
pp. 13-19

Bibliografia Vitali M. (a cura di)
Romolo Liverani scenografo
Faenza
Fratelli Lega Editori
1990
pp. 34-50

Bibliografia Un occhio sulla città: vedute ottocentesche di Faenza dei Liverani confrontate con fotografie attuali: Palazzo delle esposizioni, 23 dicembre 1979 – 14 gennaio 1980
Faenza
Comune di Faenza
1979
pp. 33-43

Bibliografia Golfieri E.
Vedute di Faenza ottocentesca
Faenza
Monte di credito su pegno e C. di R.
1972
n. 40

Bibliografia Bertoni F. (a cura di)
Faenza: la città e l’architettura
Faenza
Comune di Faenza
1978

Altre informazioni

Lingua: italiano
Tipo di caratteri: corsivo
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: Veduta del Ponte/ e della torre che/ mette alla città/ Faenza/ prima della piena del 1842
Lingua: italiano
Tipo di caratteri: numeri arabi
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: 86
Lingua: italiano
Tipo di caratteri: numeri arabi
Tecnica di scrittura: a inchiostro
Trascrizione: 86 (cancellato)

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