
loc. Campovecchio
mulino ad acqua a ruota orizzontale
contesto naturale: montagna
Il complesso ospitava due mulini vicini, ognuno col proprio sistema idraulico e di scarico. Quello posto più a monte, qui analizzato (in connessione con il Mulino di Clelio di Sotto, censito con codice ML000447 e di cui restano solo alcuni ruderi con parti di impianto idraulico) e di maggiori dimensioni, si articola su una pianta rettangolare poggiata in parte controterra. Risulta quindi sviluppato, in senso verticale, su due piani verso monte e su tre verso valle. È oggi in via di ristrutturazione per la sua trasformazione in edificio residenziale. Sulla base di testimonianze dirette acquisite in loco dai proprietari che hanno anche permesso l'accesso sia all'area sia ai vani interni dell'edificio, si rileva che l'edificio, anticipato dalla grande botte, presenta i piani superiori ormai del tutto intonacati e frutto, almeno in parte, di una superfetazione posteriore alla fase di costruzione originaria. In questo edificio è ancora possibile osservare il vano macine dove si può osservare l'impianto molitorio.
Evidenze rimaste Degli impianti idraulici si conservano, al di là della strada di accesso alla proprietà, i resti delle spesse murature che definivano la botte posta a monte dell'edificio. La sua vasca risulta oggi quasi del tutto interrata e invasa da vegetazione di infestazione. La botte era collegata, tramite un sistema di canalizzazioni, alla sala di ritrecine a cui è ancora oggi possibile accedere, ma all'interno della quale si conservano soltanto alcuni resti dell'impianto idraulico. Nello specifico si tratta dei resti molto degradati della doccia e dell'anima in metallo di uno degli alberi che servivano le due macine poste nella sala soprastante. Grazie ai proprietari, è stato infatti possibile accedere anche al vano macine, all'interno del quale si conserva l'impianto molitorio. Quest'ultimo è formato da due coppie di macine poste ancora all'interno della loro corona metallica, al di sopra della quale si osservano le tramogge in legno. Dinanzi, vi sono i due cassoni per la raccolta del macinato separati da un andito raggiungibile grazie ad una scaletta e utile alle operazioni di carico delle tramogge. Ai piedi dei due cassoni si trovano le due manovelle per la regolazione dei meccanismi a vite una volta connessi alle sottostanti banchine. Le macine sono oggi quasi del tutto coperte da oggetti accatastati all'interno di quello che è diventato un deposito.
Insediamento e paesaggio Il mulino è interessato da intervento di ristrutturazione, per la sua trasformazione in abitazione. Nelle immediate vicinanze sorge un'ulteriore opificio, ormai ridotto a rudere (vedi scheda ML000447, Mulino di Clelio di Sotto). Tutt'intorno non vi sono tuttavia edifici rurali ascrivibili alle pertinenze di questi ultimi. Si trova in area prativa e con vegetazione sparsa.
Insediamento e paesaggio L'edificio che ospitava il mulino è situato nei pressi del torrente rio Vaglio, dal quale prelevava le acque utili al suo funzionamento. La struttura insiste in un'area pedecollinare caratterizzata dalla presenza di fitta vegetazione ad alto fusto che interessa per gran parte le aree limitrofe alternandosi a campi coltivabili. A oriente si sviluppa invece il centro abitato di Pian del Voglio.