
Stampa raffigurante il sepolcro di Cecilia Metella di Roma. Incisione realizzata con la tecnica dell'acquaforte su carta bianca coperta da passpartout a smusso, e conservata all'interno di una cornice di legno moderna.
Vedute: Roma: sepolcro di Cecilia Metella. Figure. Animali: capre. Vegetali: arbusti; piante rampicanti.
Giovanni Battista Piranesi era architetto, disegnatore ed incisore; dopo una prima formazione a Venezia, si trasferisce a Roma, rimanendovi fino alla morte. Artista, antiquario e studioso, attraverso l’incisione e i contatti con gli stranieri di passaggio a Roma, ha accresciuto il suo interesse per le antichità. Ha inciso circa mille acqueforti, molte di grande formato, raffiguranti oggetti di scavo, particolari architettonici o monumenti dell’antica Roma descritti con fantasia e grande libertà di segno. . La tavola appartiene alla serie delle "Vedute di Roma"; si tratta di un gruppo di 135 lastre incise da Giovanni Battista Piranesi in un arco di tempo di 30 anni a partire dal 1745 fino alla sua morte, avvenuta nel 1778. Le incisioni servivano ai collezionisti e ai turisti di Roma come souvenir della città; le stampe diventarono il tramite per la diffusione dell'immagine maestosa di Roma, riproducendo non solo i monumenti più noti, ma anche le rovine antiche. La serie fu pubblicata per la prima volta dall'Editore Giovanni Bouchard, nel 1751 (34 lastre), successivamente dallo stesso Piranesi, editore in Palazzo Tomati a Roma. Dopo la morte dell'autore, le matrici furono ereditate dal figlio Francesco, a cui aggiunse due vedute. Quest'ultimo curò la pubblicazione delle incisioni paterne, prima sempre a Roma, conosciute come tirature "postume romane", e in seguito a Parigi, dove furono stampate tre edizioni di modesta qualità, tra il 1807 e il 1835. L'ultima è quella dell'editore "Firmin Didot". Dalla prima tiratura di Parigi le tavole presentano un numero arabo ordinale. In seguito le lastre furono acquisite dalla Calcografia Camerale. L'incisione in esame è centrata sulla tomba di Cecilia Metella, simbolo dell'Appia antica.
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