
mulino ad acqua a ruota verticale
secolo: XIX
contesto naturale: collina
Il borghetto all'interno dei quale era incastonato il mulino è di notevole pregio e risulta in parte accessibile. È stato quindi possibile visionare alcune strutture che lo compongono tra le quali anche parte dell'edificio che ospitava il mulino. Non è stato tuttavia consentito l'accesso né all'interno di quest'ultimo corpo, né alla corte dove si trovano alcune delle strutture idrauliche. L'acquisizione fotografica dell'impianto è stata quindi effettuata da drone. Si tratta di un complesso di notevoli proporzioni e realizzato interamente in pietra locale. Si articola in volumi di differente altezza e ampiezza restituendo un ritmo irregolare e a scaletta. La facciata principale è rivolta verso il borgo e presenta luci disposte su direttrici orizzontali differenti a seconda del corpo sul quale si aprono. Subito sulla destra è presente un volume meno sviluppato in altezza e prolungato oltre il fronte a creare una breve tettoia. Lungo il lato posteriore si innalza il volume di maggiore elevazione che si configura come una torretta ad unico spiovente rivolto verso il lato strada dove si trova un accesso diretto riparato da una ampia tettoia sorretta da pilastri a sezione rettangolare. Nelle fondazioni della torretta si riconosce l'uscita del canale di carico che passava al di sotto della struttura per poi azionare le due ruote verticali incassate nella muratura posteriore del nucleo principale e del basso volume vicino.
Evidenze rimaste Il mancato accesso alla struttura non consente di descrivere in modo particolare ciò che resta degli impianti idraulici e molitori. Dalla documentazione acquisita da drone si riconoscono l'uscita del canale di carico che passava al di sotto del volume a torre e la successiva canalizzazione all'interno della quale erano ospitate due ruote verticali che, insieme a due orizzontali, permettevano di azionare le macine poste all'interno del corpo principale e di quello più basso situato immediatamente alla sua destra. La prosecuzione della canalizzazione sfocia poi all'interno del canale di scarico che riconduce le acque al rio Cesolla. Di tutti questi impianti noti da bibliografia oggi è visibile soltanto, per quanto è stato possibile appurare dall'esterno, una delle due ruote verticali, ancora montata su una parete e che è stata evidentemente oggetto di un restauro conservativo dal momento che risulta in perfetto stato con ancora il grande albero centrale dal quale si irradiano i raggi posti a sostegno del tamburo sul quale sono poste le cassette.
Insediamento e paesaggio Il mulino ha conservato le sue caratteristiche morfologiche originarie. Fa parte di un complesso rurale di notevoli proporzioni e interesse. Tale interesse tipologico veniva segnalato anche nel censimento degli anni Ottanta del Novecento (Fonte: IBC – Insediamento storico e beni culturali, Alta Pianura e Collina reggiana, 1988, p. 387). In particolare è possibile ancora rilevare la presenza del volume che si sviluppa a torretta, oltre che la presenza della casa del mugnaio e di ulteriori edifici rurali aventi funzione (in origine) di stalla e/o deposito.
Insediamento e paesaggio Il mulino sorge nei pressi del rio Cesolla da cui prelevava le acque per il suo funzionamento. La zona circostante è caratterizzata dalla presenza di rada vegetazione ad alto fusto che si concentra maggiormente sugli argini del vicino corso d'acqua. Sono inoltre presenti distese prative a marcare il paesaggio a meridione.