
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XIX
contesto naturale: montagna
La struttura ospitante il mulino, secondo testimonianze apprese in loco, è stata prima abbandonata, poi acquistata da discendenti canadesi del primo mugnaio, ed è stata allora trasformata in abitazione dismettendo gli antichi meccanismi molitori. La volumetria del bene risulta compatta, definita da murature in pietra locale, e aperta su una facciata principale (NE) che si presenta armonica nel suo complesso, composta da luci ordinate disposte simmetricamente ai lati e al di sopra della porta d'ingresso. Di interesse è la cornice realizzata con pietre aggettanti realizzata subito al di sopra delle finestre definendone anche l'architrave di copertura. Il lato destro (SE) risulta cieco, mentre quello di sinistra (NO) ha subito alcuni rimaneggiamenti che ne hanno variato la composizione delle aperture che sono state in parte tamponate. A queta parete è stato inoltre appoggiato un piccolo avancorpo di epoca posteriore che riprende in parte la tecnica edilizia più antica. Sempre relativa a questa parete è, sulla sinistra, l'aggiunta di una piccola appendice con finestra con scuro in legno che ne ha aumentato il volume. Dal momento che tutta la struttura è stata in parte realizzata controterra solo la facciata si presenta articolata su due livelli, mentre la parte retrostante (SO) immette direttamente a quello superiore. Alcune scale poste sui lati permettono infatti di raccordare le differenti quote dei piani di calpestio. Da rilevare la presenza di un'edicoletta sacra realizzata nella medesima tecnica impiegata per l'aumento delle volumetrie dell'edificio originario.
L'edificio che ospitava il mulino è stato identificato grazie alle notizie apprese in loco da testimoni diretti.
Evidenze rimaste
Dell'impianto idraulico si riesce ancora in parte a seguire il canale di scarico delle acque, il quale è stato oggi parzialmente tombato con griglie in metallo.
La trasformazione del mulino in abitazione ha comportato lo smantellamento dei meccanismi molitori. Una delle macine è stata reimpiegata come piano di un tavolino posto in uno dei giardini di una delle case del borgo.
Insediamento e paesaggio Il mulino ha subito interventi di ristrutturazione. I medesimi interventi hanno intaccato anche gli edifici a esso limitrofi. Tali edifici rurali possono verosimilmente essere riferiti alle pertinenze dell'antico opificio, costituendo un piccolo complesso a corpi separati in area prativa leggermente inclinata in alcune parti.
Insediamento e paesaggio Il mulino è situato nei pressi del torrente Sologno, da cui prelevava le acque per l'attivazione delle sue macine. L'area entro cui insiste la struttura è localizzata in fitto sistema di alture, caratterizzato dalla presenza di vegetazione ad alto fusto che ne occupa le pendici e le sommità. Tale vegetazione interessa anche l'area circostante il piccolo nucleo rurale di cui fa parte l'opificio.