
albero singolo
Famiglia: Salicaceae
Provvedimento di tutela
Albero Monumentale d’Italia D.M. 0490928 del 18-09-2023
Questo grandissimo Pioppo bianco (35 metri di altezza e 650 centimetri di circonferenza del tronco) cresce a Nord-Est di Viarolo ai bordi del fiume Taro, in un punto in cui il fiume presenta una ampia ansa a 360 gradi che arriva a toccare tangenzialmente il tracciato dell’Autostrada Cispadana; vi si può accedere dalla Strada Provinciale 10, nella variante che si accosta all’autostrada, passando sotto il ponte della stessa e salendo sulla strada che corre in cima all’argine; l’albero radica ai piedi della scarpata sul lato opposto al fiume, verso il tracciato dell’autostrada.
Il Pioppo bianco, noto anche come Pioppo argentato o Gattice è una specie tipica dei boschi ripariali e planiziali, spesso in consociazione con altre specie quali Salice, Ontano, Frassino.
Cresce spontaneo in tutta l’Europa centro-meridionale; in Italia è presente in tutta la penisola.
Ama i terreni freschi, profondi e aerati e la disponibilità di luce e di acqua, ma non i ristagni troppo prolungati. Ha una crescita molto rapida e rispetto ad altre specie non è molto longevo: in natura può arrivare ai 100-150 anni.
Per un buon accrescimento necessita di molto spazio, sia per la parte epigea che per quella ipogea; in contesti urbani non è specie adatta per i piccoli giardini, adatta invece per i viali, le piazze oppure per gli ampi parchi pubblici; ancora più adatto il suo utilizzo in contesto rurale dove la disponibilità di spazio consente la libertà di una crescita equilibrata rispetto alle esigenze della specie.
Le foglie, che in fase di crescita sono bianche su entrambe le superfici, negli alberi maturi restano tali solo nella pagina inferiore.
Questa caratteristica è spiegata dalla mitologia greca nel mito di Eracle (Ercole) che di ritorno dal Monte Tartaro si intrecciò una corona con rametti di pioppo; la superficie delle foglie a contatto con l’aria, e quindi con il fumo, si tinsero di scuro, mentre bianca rimase la superficie a contatto con la sua testa.
In araldica il Pioppo rappresenta simbolicamente il coraggio, coerentemente al riferimento mitologico ad Ercole.
Sotto l’effetto del vento, inoltre, le foglie, piccole e leggere, si muovono tutte insieme producendo un’immagine di danza che mette in evidenza l’alternanza di colore scuro-chiaro e produce un fruscio che ricorda il brusio delle folle; tale suggestione avrebbe impressionato gli antichi romani che avrebbero coniato l’appellativo di “arbor populi”, e proprio il termine latino “populus” è probabilmente all’origine della denominazione del genere.
La corteccia, ricca di salicina, in passato veniva utilizzata per curare la febbre, come si faceva anche con il Salice bianco.
Il Pioppo bianco era considerato albero sacro dagli Indiani d’America; si credeva che attraverso il cono d’ombra della pianta si potesse assimilare tutta la sua saggezza.
Viarolo
Sissa Trecasali (PR)