
loc. Ca' di Tuccio
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: XIX
contesto naturale: montagna
L'edificio interamente costruito in pietra locale che ospitava il mulino si presenta oggi in discrete condizioni di conservazione. La struttura di forma rettangolare e articolata in altezza a scaletta irregolare presenta il corpo centrale con due arcate a sesto ribassato, che definiscono un portico utile ad immettere nei diversi corpi della struttura. In quello a sinistra, costruito sfruttando la morfologia del terreno, sono ancora ospitate alcune parti dell'impianto molitorio. Questo corpo edilizio di forma rettangolare si sviluppa su tre livelli, con aperture poste simmetricamente ai lati del portone di ingresso che presenta una cornice in pietra con l'architrave inciso. Al di sopra è presente una piccola edicola sacra avente le cornici e l'archivoto del medesimo materiale del portone. Non è possibile accedere al vano macine, che si è potuto però osservare attraverso una piccola finestra.
Evidenze rimaste Dell'impianto idraulico, si segue ancora il canale di carico che passava di fronte alla facciata dell'edificio andando poi a riversare le sue acque nel torrente Tassobbio. Dal momento che non è stato possibile accedere agli ambienti, non si è potuta appurare la presenza o meno dei meccanismi che consentivano il funzionamento dell'impianto molitorio. Di quest'ultimo sono invece ancora conservati tre degli spazi nei quali erano posizionate le macine. Di esse ne resta in situ soltanto una, ospitata nella sua intelaiatura lignea originale e con ancora la relativa tramoggia e il cassone per la raccolta del macinato. Al di sotto dell'intelaiatura è visibile parte del meccanismo a vite che consentiva la manovra della banchina sottostante utile a definire il grado di macinazione.
Insediamento e paesaggio
Era originariamente costituito da tre nuclei (Ca' di Tuccio di Sopra, di Sotto e di Fondo). Attualmente il mulino è costituito da blocchi disposti scalarmente sul pendio, in sequenza, in maniera ortogonale al corso d’acqua del Rossenna.
Ogni corpo era dotato di una macina azionata da una ruota verticale e una orizzontale. Il fronte orientale ha corpo centrale con portico con due archi a sesto ribassato. Sul portale di accesso al locale delle macine, risalente al 1873, è una nicchia con immagine sacra. Lungo la strada che dal mulino porta a Polinago è un’edicola (recente) con nicchia voltata preceduta da un piccolo portico colonnato.
A lato dell'edificio vi è un portico e, ulteriormente, un fienile.
Insediamento e paesaggio Il mulino, posto al limite della fitta vegetazione ad alto fusto che caratterizza la valle fluviale del torrente Rossenna, ortogonalmente al corso del torrente, sorge poco a S del complesso padronale rustico. Il mulino si affaccia, in direzione S, verso la fitta vegetazione, mentre alle spalle, verso N, si aprono ampi spazi destinati, ancora oggi all'agricoltura.