
loc. Vaglio
mulino ad acqua a ruota orizzontale
secolo: non determinabile
contesto naturale: collina
Il mulino è ancora oggi parzialmente in funzione con l'utilizzo di una sola delle tre macine. L'edificio, costruito interamente in pietra locale, fa parte di un moderno circolo dedicato alla pesca sportiva.
I laghi artificiali che lo circondano sono stati creati con la parziale deviazione delle acque che caricano la grande botte ancora attiva. Tale botte è realizzata in appoggio al retro della struttura che ospita i meccanismi molitori. Si tratta di un volume disposto su una pianta irregolare ad L sviluppato in parte su due livelli e per una parte minore su un solo piano. Si osserva la presenza di luci aperte soltanto sul lato posteriore (S) e sul fronte (N) dove si trovano, riparati da una tettoia, gli ingressi alla sala delle macine.
Evidenze rimaste
Il mulino è ancora attivo e conserva sia i meccanismi idraulici che quelli molitori. Per quanto riguarda i primi, si può ancora osservare la grande botte che raccoglie l'acqua per l'attivazione del mulino.
Al di sotto della sala delle macine è ancora presente la sala di ritrecine che non è stato tuttavia possibile visionare, proprio perchè il mulino è ancora in funzione. Stando a quanto affermato dal proprietario, sono ancora presenti le tre ritrecine e i canali di deviazione che consentono all'acqua il continuo deflusso anche durante l'inutilizzo delle mole.
È stato inoltre possibile visionare alcune fotografie d'epoca che ritraggono il momento della realizzazione degli alberi e dei catini. Questi meccanismi sono stati tuttavia sostituiti pochi anni fa con nuovi meccanismi dello stesso tipo.
La parte terminale di uno degli alberi visibili nelle foto d'epoca, con i fori per l'incasso dei catini, è ancora conservato appoggiato all'edificio affrontato al mulino.
Tutte e tre le macine di cui si componeva il mulino sono conservate anche se, oggi, viene attivata soltanto quella centrale. Le mole sono poste all'interno delle loro intelaiature lignee originarie che risultano sospese su una piattaforma sostenuta da pilastri dello stesso materiale. Davanti ad ognuna è presente il cassone per la raccolta del macinato e, al di sotto, il meccanismo a vite che permette di regolare la banchina sottostante per decidere il grado di macinatura. Le tre mole sono tra loro divise da scale che consentono di raggiungere le tramogge le quali possiedono ancora il meccanismo di movimentazione e quello di avviso di termine del carico (campanello).
Si possono inoltre osservare le barre superiori ancorate al muro e impiegate per sollevare le macine per la battitura. Quella di sinistra è singola; quella di destra è invece definita da una putrella d'acciaio con carrello superiore e carrucola con catena di ferro.
Alcune delle macine che sono state negli anni dismesse e sostituite si trovano sparse entro i limiti della proprietà.
Insediamento e paesaggio
La struttura, sebbene trasformata in ristorante dotato di laghetti utilizzati per la pesca sportiva della trota, conserva gran parte della sua morfologia originaria e dei suoi meccanismi molitori e idraulici. Inoltre, oggi via Mulino delle Campore termina nel piccolo nucleo composto da quattro edifici, tra cui appunto quello dell'antico opificio, posti presso i tre laghetti utilizzati per la pesca sportiva.
Lungo la strada si segnala infine la presenza di una piccola edicola votiva.
Insediamento e paesaggio
Il mulino si trova in una piccola radura collinare tra la riva occidentale del torrente Scoltenna e il bosco. Si trova in fondo della via che prende il nome di" via del Mulino delle Campore", che si dirama da via la Teggia subito dopo l'incrocio con la Strada Provinciale 40.
I campi agricoli che si distribuiscono nelle vicinanze, tra le aree boscose, appaiono, almeno in parte, ancora lavorati.