
albero singolo
Famiglia: Fagaceae
Provvedimento di tutela
Albero Monumentale d’Italia D.M. 0490928 del 18-09-2023
Questo esemplare di Faggio, insieme agli altri 2 Faggi riconosciuti come AMI nei pressi del Lago di Pratignano (01/D486/MO/08 e 02/D486/MO/08) può essere considerato come un relitto delle antiche faggete in quanto sopravvissuto all’impatto dell’attività umana nella gestione del bosco.
Sono tutti 3 esemplari di dimensioni molto grandi e di età avanzata, ma testimoniano 3 diverse fasi della maturità in successione cronologica di progressivo invecchiamento.
Sono dislocati in diversi punti nei versanti che circondano il lago.
Questo esemplare è il più attempato dei 3 e manifesta avanzate condizioni di decadimento della pianta; la sua altezza si è molto ridimensionata rispetto a quella degli altro 2 ( 12 metri) e così anche le dimensioni del tronco, vistosamente inferiori; il tronco inoltre è praticamente svuotato per l’avanzato degrado e perdita della massa legnosa interna; ma contestualmente, come avviene di frequente nelle alberature molto vecchie ma ancora vitali, sta ricostruendo al suo interno una nuova struttura che si sta consolidando all’interno della cavità con un nuovo fusto radicato e che con l’avanzare del tempo e del deterioramento delle parti originali dell’albero ne prenderà gradatamente il posto sostituendosi alle vecchie spoglie con un “nuovo albero” generato a partire dalle sostanze derivanti dalla demolizione dell’albero di origine; testimonia la magia delle piante e il grande potere di autorigenerazione che le caratterizza.
I Faggi si riconoscono facilmente per la corteccia liscia, di colore grigio chiaro, con sfumature quasi metalliche, spesso cosparsa di macchie di licheni e cuscinetti di muschio concentrati nella parte bassa del tronco in prossimità del piede dove maggiore è l’umidità; l’apparato radicale ha uno sviluppo espanso e ramificato in grosse radici sporgenti in superficie.
I frutti chiamati faggiole sono contenuti in cupole un po' spinose che si aprono i 4 valve; sono commestibili; se tostate e macinate se ne può ricavare un surrogato del caffè; così come se pressate producono un olio commestibile.
Sono molto interessati le proprietà medicinali della corteccia, febbrifuga e astringente, e del legno dalla cui distillazione si può ricavare il creosoto, una specie di catrame, un liquido oleoso con proprietà disinfettanti ed espettoranti.
Il Faggio è uno dei 38 fiori di Bach, consigliato per placare la collera, il mal di testa e la tosse.
Nell’antichità era associato alla sapienza e alla conoscenza; la corteccia liscia del Faggio veniva utilizzata per scrivere; in età medioevale i libri formati da pagine di pergamena erano protetti con tavolette di legno di Faggio; lo stesso legno era utilizzate per costruire gli scrittoi; era l’albero simbolicamente associato alla scrittura e all’apprendimento.
Lago i Pratignano
Fanano (MO)