
albero singolo
Famiglia: Fagaceae
Provvedimento di tutela
Albero Monumentale d’Italia D.M. 0490928 del 18-09-2023
Questa maestosa farnia radica in località Tavernelle Nuove, lontano dal centro abitato e dalle strade solitamente frequentate.
Si trova lungo un sentiero sterrato intercettato da un percorso escursionistico CAI, il n. 431, che disegnando un ampio anello nel territorio di Rocca San Casciano tocca anche questa località; la farnia é conosciuta dagli escursionisti, oltre che dagli appassionati di grandi alberi e rappresenta una tappa per il dendroturismo locale.
E’ alta oltre 20 metri, con un tronco di 480 centimetri di circonferenza impalcato abbastanza basso e avvolto da un fascio di edera rampicante, dal quale si sviluppa una chioma maestosa, circolare, costituita da ramificazioni fitte, contorte e possenti, tipiche della specie.
La maestosità di questo esemplare è accentuata dal fatto che radicando proprio al bordo del sentiero si protende verso una scarpata; vista dalla sottostante strada che passa ai piedi del pendio assume un aspetto veramente imponente.
Il termine “robur” che definisce la specie del genere “Quercus”, per identificare proprio la Farnia tra i vari tipi di querce esistenti, significa “forza”; questo albero in effetti è difficile da abbattere senza gli strumenti adeguati e lo era ancora di più in tempi passati quando l’uomo non disponeva della tecnologia di oggi; caratteristica che ha contribuito a crearne la fama; è infatti per antonomasia simbolo di potenza, di forza e anche di longevità.
Nell’antichità in molte popolazioni era considerato “l’albero” per eccellenza; si è così caricato di una sacralità tale da essere identificato con la divinità; era l’albero consacrato a Giove.
Le querce più in generale furono i primi templi, le prime chiese; sotto di esse la comunità si radunava per condividere preghiere, ma anche per fare assemblee e per prendere le decisioni importanti per la comunità o per la trasmissione della conoscenza da parte degli anziani e dei saggi.
Tra tutte le querce, le ghiande della Farnia sono le preferite perché poco tanniche e di gusto più dolce; hanno rappresentato nutrimento essenziale per l’allevamento dei suini, ma per secoli sono anche state una preziosa fonte di proteine per l’alimentazione umana; in momenti di carestia hanno costituito cibo di emergenza per l’uomo.
Tavernelle Nuove
Rocca San Casciano (FC)