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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA4561
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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA4546
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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA4568
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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA5162
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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA5206
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(1)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(2)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(3)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(6)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(7)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(8)
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Morus alba L.

Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA4561
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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA4568
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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA5162
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Gelso bianco_Sala Bolognese_SCA5206
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(1)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(2)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(6)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(7)
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Gelso bianco_Sala Bolognese_Ghedini(8)
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Via Longarola.38
Sala Bolognese (BO)

albero singolo

Famiglia: Moraceae

Provvedimento di tutela
Albero Monumentale d’Italia D.M. 0490928 del 18-09-2023

n. 01/H678/BO/08
n. BOH678SXXX797

Un Gelso monumentale è incredibilmente sopravvissuto praticamente intatto in un cortile privato in una piccola zona residenziale di recente realizzazione, circondata da campi coltivati a colture estensive, nella piattezza del paesaggio della Pianura Padana bolognese, nei pressi del corso del fiume Reno tra Sala Bolognese e Calderara di Reno.
Un unico albero maestoso, di altezza pari a 16 metri e tronco di 655 centimetri di circonferenza, che sicuramente faceva parte di antiche coltivazioni rurali e che è stato conservato con lungimiranza all’interno di un piccolo giardino privato in virtù della sua notevole valenza come verde ornamentale.
Praticamente da solo riempie tutto lo spazio disponibile e valorizza notevolmente l’immobile.
Il Gelso bianco è una specie tipica della Pianura Padana dove anticamente veniva coltivato lungo i fossi e i canali, spesso in filari allineati ai bordi dei campi in ambienti umidi, a lui congeniali; è pianta di elevata rusticità e capacità di adattamento, accrescimento rapido e abbastanza longeva; chioma densa, ampia e di forma arrotondata; foglie con elevato polimorfismo, larghe e lucide e frutti, le “more del gelso”, che in realtà sono delle infruttescenze polpose, simili nell’aspetto ai lamponi o alle more, dolciastri e zuccherini.
Il Gelso bianco è originario della Cina, a differenza del Gelso nero che proviene dall’Asia Minore e Iran.
Arrivò in Europa nel XV secolo per il principale scopo della bachicoltura; con le sue foglie si alimentavano i bachi da seta; ma poteva essere utilizzato anche come foraggio per il bestiame.
La coltivazione del Gelso nell’’800 e ad inizio ‘900 era di fondamentale importanza per l’area padana; entrò in abbandono a partire dagli anni cinquanta a seguito dell’introduzione delle fibre sintetiche, più economiche, che declassarono l’importanza della seta provocando di conseguenza il calo d’interesse nei confronti della coltivazione del Gelso.
Le sporadiche presenze di vecchi alberi singoli di Gelso, spesso anche filari, nelle campagne restano a testimoniare antiche coltivazioni ormai da tempo abbandonate.
Un uso più recente del Gelso è quello come albero ornamentale per l’arredo verde di parchi e giardini in virtù delle qualità del suo portamento e della valenza estetica del colore dorato delle foglie in autunno; a tal fine i vivaisti hanno selezionato delle varietà a valenza ornamentale tra cui alcune a portamento pendulo.
In Emilia-Romagna persiste un singolare utilizzo artigianale del legno di Gelso per la costruzione di botti per la maturazione dell’aceto balsamico tradizionale di Modena; questo legno è tenero e poroso, molto adatto quindi a contenere l’aceto in quanto permette un giusto scambio di ossigeno e una buona evaporazione, garantendo l’ottenimento di un particolare aroma al prodotto.

Dove si trova

Via Longarola.38

Sala Bolognese (BO)

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