
albero singolo
Famiglia: Fagaceae
Provvedimento di tutela
Albero Monumentale d’Italia D.M. 0490928 del 18-09-2023
Questo esemplare di Farnia è la vera regina del parco storico di Villa Salina.
Il parco si è formato e trasformato congiuntamente alla villa, che vanta origini cinquecentesche; è costellato di fontane, pregevoli statue e numerosi alberi di dimensioni ragguardevoli, ma la Farnia svetta sopra tutta la restante vegetazione, al sicuro in una confortevole posizione defilata rispetto alle zone più frequentate del parco, fungendo in ogni caso da elemento di richiamo in virtù della sua eccezionale natura e della maestosità della chioma; ha un’altezza di 36 metri e una circonferenza del tronco di ben 580 centimetri; e un’età stimata in circa 300 anni; è una delle Farnie più grandi tra quelle conosciute nel territorio regionale.
La storia di Villa Saliva in località 1° Maggio è legata alla figura del grande scienziato Marcello Malpighi che nel corso del XVII secolo vi ha soggiornato per lunghi periodi di vacanza.
Dopo diversi passaggi di proprietà la villa passò alla famiglia dei Marchesi Salina, che le hanno lasciato in eredità il nome; per divenire infine di proprietà della Regione Emilia-Romagna che l’ha destinata a luogo di convegni e studio.
Per un periodo ha ospitato la scuola di giornalismo.
Dal 2019 è in gestione diretta al Comune di Castel Maggiore che vi organizza iniziative culturali e di valorizzazione sia della villa che del parco storico.
Villa Salina è stata riconosciuta Luogo del cuore FAI.
La monumentale Farnia testimonia la lunga storia della villa e del suo parco.
L’imponenza di questa specie è all’origine della particolare venerazione di cui la quercia è stata fatta oggetto fin dall’antichità.
L’oracolo greco più antico si trovava a Dodona, nell’Epiro; era la quercia sacra a Zeus.
Secondo la leggenda Ercole aveva costruito la sua clava con il legno di quercia.
La quercia era l’albero dei Druidi, sacerdoti dei Celti, che le attribuivano poteri magici.
Non fu facile per i Cristiani estirpare le credenze sulla sacralità degli alberi tra le popolazioni del centro e nord Europa e non ci riuscirono pienamente nemmeno tramite l’abbattimento degli alberi venerati; culto che non scomparve mai completamente ma che venne in qualche modo assorbito in senso positivo dalle tradizioni delle madonne arboree e della fondazione di santuari nelle vicinanze di alberi oggetto di eventi miracolosi.
Via Galliera,2
Castel Maggiore (BO)