
loc. Semelano
mulino ad acqua a ruota verticale
secolo: XVI
contesto naturale: collina
Il mulino è stato costruito adattando le murature alla morfologia del terreno circostante e si sviluppa di conseguenza su differenti livelli. La facciata N si sviluppa su tre piani e presenta un'evidente aggiunta di epoca posteriore alla costruzione originaria. Quest'ultima era formata da un corpo quadrangolare costruito in pietra locale con ricorsi irregolari compresi in angolature definite con blocchi posizionati di testa e di taglio. Al pian terreno di questo primo edificio si trova la sala delle macine azionate dalla ruota verticale ancora ottimamente conservata sul lato sinistro (O). A questa struttura fu affiancato un secondo volume di forma ad L posto in appoggio al lato destro (E). È ancora infatti perfettamente visibile il punto di appoggio della muratura più recente a quella più antica. Il retro si sviluppa invece su due livelli fuori terra e presenta un ritmo delle luci irregolare.
Evidenze rimaste
Dell'impianto idraulico si osserva il lungo canale di carico diretto alla doccia che rovescia le acque sui catini della ruota verticale. Quest'ultima, di ampio diametro, è ancora perfettamente conservata e sostenuta dal puntone (con le bronzine) dell'albero ligneo all'interno del quale sono incassati i raggi dello stesso materiale. Il canale di scarico è ancora ispezionabile per pochi metri dal suo inizio, dal momento che il resto è tombato.
Anche l'impianto molitorio è perfettamente conservato in tutte le sue parti. Non è stato possibile accedere alla sala delle macine, ma la visione dall'esterno permette di descrivere il grande lubecchio (ruota a corona) che consente il movimento dell'albero orizzontale necessario all'attivazione degli alberi di trasmissione che movimentavano le tre macine. Queste sono conservate nella loro intelaiatura lignea rivestita di metallo. Hanno giustapposto i tre cassoni per la raccolta del macinato con le aperture per il carico dei sacchi. Tra essi si dispongono le scale lignee necessarie al raggiungimento del piano di carico delle tre tramogge dello stesso materiale e ancora con i meccanismi di movimentazione. Sul retro della macina centrale si conserva il paranco per la movimentazione dei sacchi e la manutenzione delle macine. Ai piedi dei cassoni sono le ruote del regolatore a vite che consente di variare il grado di macinazione avvicinando o allontanando le macine. Alcune di esse, sia di sopra che di sotto, sono sparse nel terreno attorno l'edificio o incassate nei pavimenti esterni.
Insediamento e paesaggio Il mulino è inserito in un complesso costituito da due corpi (tre originariamente). L'antico opificio a tre macine, messe in moto da ruota verticale e azionate dalle acque della sorgente Nadia, è connesso al secondo edificio rurale a esso limitrofo. Essi formano un piccolo complesso rurale, a corpi aggregati e separati e spazi funzionali aperti.
Insediamento e paesaggio Il mulino si trova nella Valle del Rio Rosola, in una piccola radura in area di bosco/macchia a breve distanza dalla sorgente del Nadia e posta a meno di 650 metri a S dell’antico e ben conservato Borgo di Rosola, che si sviluppa intorno alla torre duecentesca.